[Intervista] Alla scoperta di Minig4m3s Studio

Scritto da Simone M.

Aggirandovi fra i
padiglioni delle manifestazioni ludiche più importanti del panorama nazionale,
Lucca Comics o Modena Play, non sarà difficile imbattervi in quello della Minig4m3s Studio

Come riconoscerlo?
Oltre alla mole di
manuali esposta non è complicato riconoscerlo, a “guardia del forte” c’è uno
strano cowboy con tanto di cappello, pistola e cinturone che, in barba al più
classico dei fantasy, è il custode di un multiverso
parallelo unico ed in miniatura.
In questo multiverso i nani fanno gli sceriffi e
gli orchi i fuorilegge, i vampiri sono piccole macchiette di se stesse che
cercano di instillare nuovamente la paura della loro razza negli uomini, il
rock è una religione ed il suono di una chitarra può scatenare una tempesta di
fuoco e le navi pirata solcano mari di nebbia.



Il nostro intrepido
pistolero è Fabio Bottoni è una
delle menti della Minig4m3s Studio
casa editrice pisana specializzata in GDR molto particolari.
La loro peculiarità
risiede tutta nel suffisso Mini che
ne precede il titolo: MiniBullets, MiniPirates, MiniRock, Mini…  che è
tutt’altro che preludio di “piccolo”, forse più di “tascabile” o meglio di
“portatile”.
Nella migliore
tradizione ludica, i giochi di ruolo sono strutturati in avventure collegate
fra di loro in quella sequenza di “sfortunati
eventi
” partorita dalla mente del Master che in gergo viene chiamata una Campagna. I GDR della Minig4m3s Studio possiedono ambientazioni
che, pur facendo il verso ai classici del genere, offrono la possibilità di
giocare divertentissime partire one-shot
oppure a poche, ma intense, puntate. Il sistema di gioco semplice, intuitivo e
la generazione dei Personaggi Giocanti (PG) veloce sono i punti di forza di
questa serie che è entrata, di prepotenza, nei cuori di moltissimi
appassionati.
La vena ironica che
pervade i manuali è evidente.



Le creazioni della Minig4m3s Studio attingono a mani basse
da elementi classici d’immaginario fantasy e li esasperano incastrandoli in
scorci, paradossalmente, più surreali dell’immaginario stesso da cui sono
tratti.
Pensiamo al
“capostipite” della serie ovvero MiniBullets,
ormai alla quarta edizione.
Eriendia è una terra desolata in cui la selvaggia frontiera americana del 1872
rivive in salsa fantasy. Gli Elfi sono stati ridisegnati come Nativi Indiani,
gli Orchi danno vita a posse tex-mex,
Goblin ridotti a schiavi (cinesi) impiegati nella costruzione di ferrovie o a
scavare miniere nella profondità di un mondo in cui, per non deludere nessun role-player appassionato, un demone
ancestrale si risveglia pronto a mietere vittime e seminare il terrore.


Il tutto si amalgama
perfettamente con una meccanica di gioco ultra semplificata che ruota intorno
ad una sola regola.
Il sistema di gioco,
infatti, viene ridotto all’osso e gli immancabili dadi vengono utilizzati solo
lo stretto ed indispensabile. Ciascun personaggio è infatti dotato di alcune
caratteristiche di base che servono a stabilire la riuscita o meno di
determinate azioni, ovvero quelle più difficili (richieste dal master e dalla
situazione). Il giocatore tira un numero di dadi pari alla caratteristica se
almeno uno dei dadi ottiene un risultato uguale o minore a quella
caratteristica il check riesce.
Il sistema viene
riproposto nei titoli successivi ad eccezione di MiniVampires diventando quasi una firma della Minig4m3s.


Mi sono soffermato
parecchio sulle domande da proporre, sulle premesse dell’articolo, sulle
riflessioni successive. Sia perché l’intervistato è un amico e sia perché il
lavoro che sin qui ha fatto, insieme alla sua squadra “cialtrona”, è stato importante
sia dal punto di vista qualitativo che dal punto di vista strutturale e quindi
meritava un pezzo degno di tale impegno profuso. 
Ho incontrato Fabio in
un negozio di giochi e fumetti del centro di Firenze ed ha mantenuto la
promessa, quindi gustatevi le domande ci rivediamo alla fine per chiudere il
sipario.



I. L’Intervista:

Domanda, di rito, forse
un po’ scontata ma serve a rompere il ghiaccio con i nostri “lettori”: cos’è
Minig4m3s Studio e perché vi fate chiamare gli “Autori Cialtroni”?
La Mini G4m3s Studio
è una casa editrice nata con lo scopo di proporre ai giocatori dei prodotti di
qualità, curati in ogni fase di realizzazione e ad un prezzo contenuto. Nata
nel 2010, la Mini G4m3s Studio è formata da tre autori, Francesca Marina Costa, Andrea
Zoffoli
, e me medesimo che insieme cercano di portare le loro strane
“visioni” su carta, ognuno a modo suo! Il “Cialtroni” è
nato lavorando a Bullets, quando con Marina ci sentivamo quotidianamente per
definire cosa fare e puntualmente arrivavamo alla conversazione successiva con
cose diverse da quelle pattuite. “Hai fatto il cavallo a vapore?”
“No ma guarda che figo questo nano sceriffo! E tu hai scritto la parte sud
del continente? No ma leggi qui degli gnomi banchieri” E così via, fino al
famoso cavallo di Mini Pirates.



Ci presenteresti il
resto della tua “banda”…?
HIIIIIIAAAAAAAAA!

Francesca Marina Costa (ormai
assunta a presidente della casa editrice) è il nostro art director. In mano sua
c’è il compito di trasformare in immagini concrete ciò che passa dai nostri
crani. Ovviamente oltre questo già arduo compito, anche lei è autrice. Tutto
iniziò con una telefonata tra noi… “Sai volevo fare un giochino di ruolo
di 40 pagine da regalare a una ventina di amici, mi fai un preventivo per le
illustrazioni?”. Il giochino 2 mesi dopo era Bullets, era di 200 pagine, rilegato in pelle e partecipava al Best of Show di Lucca Games 2010 (dove
ci hanno sempre snobbato alla grande!).

Andrea Zoffoli, marito dell’art director menzionato sopra, si è aggiunto
in corsa (immaginatevelo come quei banditi che assaltano i treni zompandoci
sopra da un cavallo), inizialmente come factotumrevisore di
testiplaytestrimpaginatore, per poi diventare autore a tutti gli effetti
della MGS!


In una video intervista
del 2011, in occasione di Pisacon, hai definito MiniBullets, il capostipite
della serie, un One-Shot GDR. Ci puoi spiegare?
Sì,
di fatto è così. Il sistema di gioco è talmente semplice da richiedere 5 minuti
per essere spiegato e i personaggi si possono fare in 10 minuti. Questo,
insieme ai molti spunti di avventure nei manuali e alle ambientazioni così
particolari, permette di giocare partite “secche” da una sera. Delle One Shot. Ovviamente è possibile fare
anche campagne lunghe (Star Mini e Pirates si prestano di più come
ambientazioni da questo punto di vista).

MiniBullets,
MiniPirates, MiniRock ovvero Mini – GDR… ma in realtà la realtà è ben diversa,
sono GDR a tutti gli effetti. Le ambientazioni sono molto dettagliate, ci
spieghi (schematicamente) la loro genesi? So per esempio che quella di
MiniPirates è legata ad un disegno…
MiniBullets è nato dalla mia passione per il western e
inizialmente doveva essere un hack di D&D 3.5, ma poi è diventato una cosa
totalmente a sé. Rock è spuntato
fuori da un’illuminazione di Marina avuta in fiera nel 2011, Vampiri da una mia ideabattuta di un
pomeriggio di maggio del 2013. A volte basta poco, una piccola scintilla che
poi nelle nostre menti diventa un mondo in poco tempo!

MiniPirates,
invece, nasce sulla scia del gradimento di pubblico che aveva avuto Mini Bullets, dal fatto che “everything’s better with pirates
e dalla mia insana passione per lo steampunk
(facevo campagne steampunk con D&D scatola rossa nei primi anni ‘90,  fate voi!).


Tuttavia in effetti una parte importante dell’ambientazione è nata da
un’illustrazione. Vi riporto la conversazione completa:
“Marina serve un cavallo a vapore per l’edizione nuova di Bullets”
“Ok, lo faccio”
Alcuni giorni dopo…
“Fabio ecco il cavallo!”
“Wow stupendo ma… è a colori, Bullets è in bianco e nero…”
“Sì ma sai, sto lavorando per Pirates
e mi è venuto di farlo così. Semmai questo lo usiamo lì e per Bullets ne faccio
un altro?”
“Sì certo usiamolo è bellissimo… certo che… i costrutti in Pirates non sono cattivi come
questo!”
“Inventati un motivo per cui è cattivo allora!”
Da lì Pirates ha avuto i costrutti impazziti a causa della nebbia…

Perché un giocatore di
ruolo incallito, parliamo di quelli che hanno cominciato con la “Scatola Rossa”,
che hai citato poco fa,  dovrebbe
scegliere un titolo come MiniBullets ad esempio?
Beh
i mini inizialmente sono nati proprio per loro. Quante volte capita di veder
saltare una sessione perché un giocatore manca? E quante volte ci sono mesi di
buco tra una campagna e l’altra? Oppure quanti di voi non hanno più tempo di
giocare campagne continuative? I “Mini” consentono di sopperire a questi
problemi con la loro struttura per one
shot
.
 

Facciamo un’ipotesi
folle, qual è il gioco che avresti voluto creare e perché?
Shadowrun della Fasa! Perchè ha un’ambientazione che mi ha colpito
tanto, mischia il fantasy classico con il cyberpunk in modo molto ben fatto e
la sua influenza si può vedere nei miei giochi, come Bullets, dove mischio la fantasy a un altro contesto storico come
il western.

Con MiniVampires avete
sterzato, più o meno, drasticamente creando un titolo a metà strada fra il
party-game narrativo, il Gioco di Ruolo ed il fumetto. Come mai?
Vampiri
è nato prima come fumetto e solo in prossimità di Lucca 2013 è diventato un
gioco. Ed il tutto era talmente strano da non poter essere un GdR
“classico”, così è nato come lo potete vedere!

Quali i prossimi
progetti della Minig4m3s Studio?

Dopo Immagina uscito a
Modena, stiamo per uscire a Lucca Games 2014 con due proposte. La prima è
Star Mini, il nuovo gioco della collana
Mini con ambientazione Sci-Fi, che
unirà le altre ambientazioni, facendo scoprire che i vari mondi che abbiamo
descritto nei precedenti titoli sono collegati. La seconda è il
GdR di Drizzit, basato sul webcomic di Bigio! Ma altre collaborazioni e
pubblicazioni sono in vista, e stiamo già lavorando al nostro progetto che
vedrà la luce per Lucca 2015. Ed i più attenti, seguendo i nostri profili FB
hanno già intuito di cosa potrebbe trattarsi (in effetti qualcuno mi ha già
chiesto da quando potrà prenotarlo)!
 

II. Conclusioni 
Otto domande, tante
risate, qualche foto 
con il cellulare (per la serie… separati alla nascita…), un paio di commenti sui giochi esposti in negozio, una battuta su
l’uscita della 5° Edizione di D&D, un paio di acquisti compulsivi e
qualche caffè. 



Beh, forse molti caffè. 


Il pomeriggio è trascorso in un
attimo proprio come questa intervista.
Noi di Giochi sul Nostro Tavolo facciamo un
grossissimo “in bocca al lupo” (con relativo “crepi” corale) a Fabio e a tutto
il team di
Minig4m3s Studio,
sicuramente torneremo ancora a parlare di loro e voi sentirete, ancora, parlare
di loro.


Se volete saperne di più ecco il link del loro sito ufficiale.


Le immagini sono tratte dal manuale, da BGG o
dal sito ufficiale della Minig4m3s Studio (Bottoni/Costa) a cui appartengono tutti i diritti. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa
possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —




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