fantastica
50 anni. Vivo a Mirandola (Mo), citta’ in passato famosa per aver
dato i natali a Pico della Mirandola ora, invece, tristemente nota
per un terremoto che ci ha tolto la serenita’ a tempo
indeterminato. Ma lasciamo perdere e parliamo di cose piu’
gradevoli.
riscoperto il mondo dei giochi da tavolo da alcuni anni (anche e
soprattutto grazie al vostro blog molto ben curato che consulto quasi
quotidianamente) e mi sono permesso di scriverVi per raccontare e
condividere una piacevole esperienza che si e’ concretizzata
durante le mie recenti ferie.
piove a dirotto e siamo tutti a casa. Siamo in quattro: io, mia
moglie Cinzia ed i nostri figli Federica (16 anni) e Filippo (20)
(l’eta’ di mia moglie e’ stata volutamente omessa).
partita a TICKET TO RIDE. E’ un gioco a cui sono molto
affezionato in quanto mi ha permesso di avvicinare il resto della
famiglia a questo mondo. Anche nel vostro blog lo avete inserito come
uno dei giochi migliori per invogliare i neofiti e debbo dire che per
quanto ci riguarda la scelta e’ stata azzeccata. Regole semplici e
durata contenuta direi che sono state le caratteristiche piu’
apprezzate. Giochiamo. Il reparto femminile sviluppa la partita
percorrendo i propri obiettivi quello maschile, invece, e’ piu’
tattico e strategico. Vinco io sfruttando il fatto di “operare”
in zona meno trafficata (avevo Edimburgo – Atene come tratta lunga)
mentre gli altri si ostacolano dalle parti di Mosca, Pietrogrado e
Kiev.
colpo di genio. Dico…. “Domani Fede facciamo un altro gioco e lo
scegli tu”. E cosi’ e’ stato.
Fede 3, Cinzia 2, Filippo 1.
ricca, al momento, di giochi “moderni” ma abbiamo diversi
classici del passato.
su MONOPOLI (non svenite per piacere!!!) gioco che non rientra
proprio nella mie preferenze pero’ la regola era chiara ed andava
rispettata. Era tempo che non ci giocavamo ma si e’ confermato come
lo ricordavo: componente alea a dominare il tutto. Ottima la scelta
di un tetto limite di tempo.
Fede 3, Filippo 2, Cinzia 1.
che sceglie… RISIKO (temo un paio di suicidi come minimo nei
lettori di questo blog). Anche qui la strategia….del lancio di dadi
unita alla pazienza risultano essere le armi migliori che mi
permettono di raggiungere l’obiettivo (conquistare Oceania e Nord
America) entro il limite di tempo previsto. Gli avversari sostengono
che sono stato oltremodo fortunato ma queste sono teorie che non sono
confermate da nulla.
Fede 3, Filippo 2, Cinzia 1.
scegliere e questa cosa ha creato non poche preoccupazioni sino dalla
sera precedente in famiglia (le partite si sono disputate sempre nel
primo pomeriggio). Chissa’ che gioco tira fuori era la domanda che
circolava in casa e l’interessata manteneva un’area misteriosa
che incuriosiva un po’ tutti. Nemmeno alla SNAI era quotata alcuna
scelta.
Dopo una notte piena di
domande e poche risposte arriva il momento fatidico e sul tavolo
appare dapprima un tappeto verde (tipo tavolo da poker) e poi
l’inconfondibile “rumore” che accompagna la valigetta di legno
del MAH JONG. Questo gioco di origine cinese e’
assolutamente strepitoso e noi siamo proprietari di una valigetta
contenente le 144 pedine del gioco in avorio per di piu’ dipinte a
mano: uno spettacolo anche solo per gli occhi. I simboli delle
“tegole” sono quelli che tutti conoscete relative al famoso
solitario ma tutto il resto non ha nulla a che vedere con il gioco
che, sintetizzando, assomiglia ad una partita di scala 40 solo che
al posto delle carte si usano queste “tegole” di avorio che
vengono depositate su appositi listelli di legno. (Se volete maggiori
dati sul gioco sono piu’ che disponibile a fornirveli……). Noi
l’abbiamo scoperto, parecchi anni fa, passeggiando di sera d’estate
a Marina Romea (vicino a Ravenna) e sentendo l’inconfondibile
rumore delle tessere che si toccano quando, prima di ogni partita,
vengono mescolate in mezzo al tavolo. Le prime volte abbiamo pensato
che i ravennati fossero tutti pazzi a tanta confusione in casa, di
sera; poi abbiamo capito che invece stavano solamente giocando. Tutto
questo risale a circa 25 anni fa; ora non sento piu’ nessuno
giocare a MAH JONG ……solo tablet e smartphone immagino. La
partita viene dominata da mia moglie.
4, Fede 3, Filippo 2, Anto 1
turno. Possiedo Leader 1 Hell of the North (gioco sul ciclismo) ed
anche Expedition Northwest Passage (gioco di esplorazione) ma so
perfettamente che queste scelte sarebbero poco gradite e voglio
continuare a giocare con la mia famiglia. E’ bello il clima che si
respira in casa. Si commentano le partite, i miei figli hanno stilato
la classifica su un foglietto che viene quotidianamente aggiornato e
si pensa a quale sara’ il gioco da scegliere per il giorno
successivo. Per me tutto questo e’ fantastico ed e’ per questo
motivo che ho sentito il bisogno di condividere con Voi, autori e
lettori del blog, questa esperienza.
Ma
torniamo alla scelta del gioco. Li sorprendo tutti e vado a ripescare
un gioco comprato nel lontano 1985/86 che risponde al nome di WIN,
PLACE & SHOW della AVALON HILL nel quale ogni giocatore deve
acquisire soldi diventando proprietario di cavalli, guidandoli alla
vittoria in rapide corse e scommettendo sugli esiti delle corse
stesse. Questo gioco e’ un party game con molta interazione. Ci
sono aste per acquisire i cavalli favoriti (i cavalli hanno quote
diverse e caratteristiche differenti in ognuna delle sei corse
presenti) prima di ogni gara. Inoltre si sprecano critiche ai fantini
dei cavalli sui quali si ha pesantemente scommesso (ricordo ancora
perfettamente la gestione “allegra” del fantino verde -non diro’
mai chi era che lo guidava – sul quale avevamo scommesso io e
Filippo. Tra l’altro credo che non sia ancora arrivato al
traguardo). Infine c’e’ la “gestione” delle scommesse. La
corsa e’ influenzata dal dado nel senso che un dado determina quale
cavallo muove per primo e questo aspetto in fase di ingresso nelle
curve e’ importante. Il dado serve anche a determinare se la corsa
diventa veloce o lenta e questo ulteriore aspetto “crea” gare
sempre diverse ed imprevedibili nel loro esito. Filippo e Federica
non conoscevano questo gioco e l’hanno molto apprezzato. Io e mia
moglie non ci giocavano forse da 20 anni ed e’ stata una piacevole
riscoperta anche perche’ avendo il gruppo giusto di persone si puo’
giocare in tanti. I cavalli e quindi i fantini sono 6 ma la
possibilita’ di scommettere sui cavalli altrui eleva notevolmente
il numero dei possibili partecipanti. Poi si potrebbe giocare a
squadre con infinite opzioni. Io lo consiglierei per una serata poco
impegnativa anche se dubito che sia attualmente in commercio.
4, Fede 3 (a questo chiamata Miss Regolarita’) Cinzia 2, Anto 1
(tutta colpa del fantino verde di cui vi dicevo prima)
[Devo dire che non conosco questo gioco ma ad occhio direi che è ben articolato nelle meccaniche, mi soffermo spesso a pensare a quanti giochi validi siano stati pubblicati in passato in copia limitata ed ora risiedono nelle case di tutto il mondo senza essere giocati con frequenza, a questi ragionamenti mi verrebbe da prendere la mia intera collezione di giochi e regalarla all’associazione dove mi ritrovo a giocare, poi però lo smeagol dentro me bisbiglia “è il mio tessoro” e non se ne fa nulla.
che ci spiazza nuovamente “rispolverando” SCARABEO, altro
classico. Del gioco non vi dico nulla se non che il momento piu’
divertente e’ quando si e’ cominciato, nella parte finale della
partita, a creare parole di poche lettere dal significato piu’
disparato cosi’ come le sigle piu’ incredibili.
Cinzia 3 (vincitrice morale in quanto sempre avanti nel punteggio),
Filippo 2, Fede 1.
gara perche’ il giorno successivo si parte per il mare. Quasi un
peccato.
grande soddisfazione e prende STONE AGE, gioco comprato lo
scorso Natale come passaggio successivo in quel percorso di
avvicinamento ulteriore ai giochi da tavolo moderni all’interno
della mia famiglia. Era un po’ che non ci giocavamo tutti e 4
insieme ed il gioco, a mio parere, e’ veramente bello. Ti lascia
quella sensazione di avere sempre tante cose da fare ed i famosi
“trippoli” non ti bastano mai. E poi c’e’ sempre qualcuno che
anticipa la mossa che vorresti fare tu. Alla fine ho visto il reparto
femminile un po’ stanco in quanto la partita si e’ dilungata un
po’ ma, ripeto, questo gioco ha molti pregi e qualche difetto
(quando i dadi ti tradiscono e’ una vera disdetta).
Filippo 3, Fede 2, Cinzia 1
[Che dire, non potevi finire meglio, un titolo da tutti additato come “ponte” per i giochi gestionali più cinghialosi, prende una meccanica spietata come il piazzamento lavoratori e la addolcisce concedendo a più di un giocatore di usare la stessa zona, il tiro dei dadi completa il lavoro consentendo al neofita fortunato di rimanere in gara contro il gamer mangiacinghiali, e al neoifita sfortunato di poter additare la dea bendata per la sua sconfitta.]
22, Fede 18, Filippo 16, Cinzia 14
WIN, PLACE & SHOW
MAH JONG
fantastica: quasi un dispiacere doverla interrompere per andare al
mare. Mi auguro sinceramente che ci possano essere le condizioni di
serenita’ necessarie per poterla ripetere presto.
Abbiamo chiuso
scegliendo, insieme, un gioco da portare al mare: ha vinto il MAH
JONG ma questa scelta e’ legata anche ad altre cose di natura
personale.
se c’e’ qualcuno che vive nella mia zona che vuole giocare ad
Expedition Northwest Passage io sono piu’ che disponibile.
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