Ultimamente, passando tra due o tre diversi gruppi di giocatori, sto vivendo una situazione ricorrente, ovvero mi trovo, praticamente ogni serata, di fronte alla aspettativa dei mie commensali ludici di vedere il gioco nuovo della serata, per cui mi trovo catapultato ogni volta nel solito carosello di previa lettura a casa delle regole, spiegazione al volo, digestione rapida del tutto e partitone di corsa.
Per ora i miei commensali non sembrano mai sazi delle novità e io sto perdendo la speranza di poter far arrivare sul tavolo i miei preferiti per un atteso (sembra oramai solo da me) rematch 😉
In effetti il mercato (oltre che il mondo di oggi in senso generale) aiuta in questo senso, perché se ogni anno ti arrivano sugli scaffali e sono potenzialmente disponibili, grazie ad internet, praticamente l’ordine di grandezza di un migliaio di titoli (tra la metà ed i due terzi dei quali tutti insieme, ad Essen), è chiaro che, anche a volerne selezionare solo il 10%, ci troviamo di fronte alla possibilità di giocare due titoli nuovi a settimana ed è a questa media (tra 1 e 2 novità a settimana) che molti gruppi di appassionati si muovono, complici i ritrovi associativi e/o la divisione del carrello della spesa (che permettono di provare un gran numero di titoli senza accendere mutui).
Per reggere questo ritmo è richiesta, chiaramente, la presenza di figure specializzate nel gruppo, a partire dal lettore di regole, passando il data miner che su internet trova ogni volta il titolo giusto da ordinare (noi stessi forniamo, lo ammetto, abbondanti riferimenti allo scopo), arrivando all’entusiasta/collezionista che ci mette i talleri necessari all’acquisto, ma mi rendo conto parlando con i miei contatti (forse sono io che attiro intorno a me i più sfegatati, però …) ogni gruppo stabile, fatte le debite misure, ragiona secondo questi parametri, ricercando costantemente la novità.
Titoli come Russian Railroad rimangono quindi facilmente sugli scaffali, se non altro perché impediscono di provare più cose in una serata, così come anche Nations, che è sicuramente uno di quelli che richiederebbe un bel po’ di pratica per essere sviscerato, sono riuscito, proprio grazie alla sua hype, a provarlo per diverse serate, ma ora è da un paio di mesi che lo metto sempre tra i titoli che ‘potremmo giocare’ e regolarmente resta inutilizzato … La settimana scorsa l’ho fatto passare dallo scaffale dei pochi ‘disponibili al volo’ al ‘sopra all’armadio’, perché tanto non mi ci fanno più giocare … 🙁
Ora gli acquirenti più importanti, ossia quelli che spendono, ovvero hanno le disponibilità economiche per acquistare diversi titoli all’anno (ho idea che il target ideale per le case editrici sia tra i 30 ed i 45 anni …), sono anche persone che lavorano e quindi hanno a disposizione, a fronte di una disponibilità all’acquisto significativa, poco tempo.
Assistiamo così al proliferare delle uscite su Kickstarter, che rappresenta uno dei canali più diffusi di soddisfacimento del sommelier: personalmente ho grossissimi dubbi su questa modalità, perché di fatto si vanno ad acquistare spessissimo titoli che, al momento dell’ordine, non sono ancora nè completi, nè sviluppati, nè playtestati, ma quello che tira è l’hype ed il gusto esotico di essere uno dei primi a mettere le mani su quel titolo, senza pensare che se una gran parte dei titoli usciti su Kickstarter poi gli scaffali dei negozi non li raggiunge qualche motivo ci sarà ….
A questo aggiungiamo che la qualità media dei materiali, anche grazie alla diffusione dei mezzi tecnologici e della produzione di massa, è salita vertiginosamente (una volta l’editore grande lo distinguevi senza problemi da quello piccolo, già dalla scatola, ora non c’è praticamente differenza tra il gioco proposto da un editore grande ed uno che propone un titolo all’anno!), con tirature che restano sostenibili economicamente anche con numeri non eclatanti e che diversi editori, anche grandi, si sono persuasi che se il mercato chiede tanti titoli, chi siamo noi per negarglieli?
Abbiamo così, per esempio, editori come la Queen Games che sforna riedizioni e giochi nuovi a piè sospinto su Kickstarter, che sembra essere diventato la loro miniera d’oro, nonché canale distributivo primario per l’America o come la White Goblin, che propone ad ogni Essen una largo ventaglio di uscite, per abbracciare tutto il range del possibile.
… e allora?
E’ un bene o è un male?
Come in tutte le cose c’è sempre il doppio lato della medaglia.
Sul lato del bene per molti questo periodo e questo sistema rappresentano il paradiso del gamer, perché, in sostanza, la produzione è talmente variegata da soddisfare potenzialmente tutti i gusti e tutte le nicchie.
Oramai, infatti, si può andare ogni anno ad Essen con il proposito di acquistare solo una ristretta categoria di titoli (esempio, voglio solo i filler, di carte, adatti per oltre 4 giocatori) e venire via lo stesso con una saccata di roba. Se poi si appartiene ad una categoria di gamer un pochetto più open minded l’unico problema che si ha è l’imbarazzo della scelta.
Sul lato opposto c’è il fatto che materialmente non si ha il tempo di apprezzare i giochi e di approfondirli e, poiché gli editori questo lo hanno compreso, ci si trova sempre più spesso di fronte a giochi che, quando sono sottoposti ad un utilizzo appena più frequente del solito usa e getta cominciano a scricchiolare sinistramente, mostrando diverse debolezze strutturali.
Del resto, se si sa che in media lo giochi quattro o cinque volte, chi vuoi che si metta a studiare e controstudiare se qualcuno sia in grado di inventare una strategia ‘ammazzagioco’ o no? Tanto, se ci fate solo cinque o sei partite, non ci arrivate nemmeno a trovarla quella strategia … 😉
La riprova di quello che vado dicendo è che anche autori di provata fama sono caduti in errorini di questo tipo (personalmente li valuto come episodi del tutto marginali e non incidente davvero sul gameplay, ma piuttosto come indici della ‘fretta’), come è successo (Feld) per la carta dell’engraver in Brugge, o per una tattica specifica in A few Acres (Wallace) o per una specifica combo di carte in Glass Road (Rosenberg).
… e allora, per rispondere alla domanda iniziale: quanto tempo campa in casa vostra un gioco?
Da me sicuramente molto poco, tanto che diversi compagni di gioco od amici, appena accenno al gioco che ho provato la sera prima, se gli piace, me lo prenotano subito per quando lo darò via … 😉
Sono infatti uno di quelli che non sono vittima del tarlo del collezionismo e che, soprattutto (credo molto più a questa, di spiegazione, che alla prima …) ha poco posto in casa.
Tanti giochi entrano e tanti escono, per cui la selezione è feroce.
Ho idea che lo stesso accada quasi in casa di tutti i gamer, sostituendo magari il ‘in casa vostra’ con ‘sul vostro tavolo’, perché anche i collezionisti il gioco che conservano poi non so quante volte lo rimettano poi sul tavolo.
… Vero, Fausto … ? 😉
Cosa mi manca?
Non mi nascondo dietro un dito ed ammetto che il fascino della novità un pochetto (solo un pochetto?) ha contagiato anche me e poi per me dietro c’è anche una specie di metagioco, che è la scrittura del blog, per cui sono spinto a provare tante cose anche per poterne poi parlare qui.
Rimettendomi i panni del giocatore però mi manca soprattutto la sfida che pone lo studio di un gioco che sai di poter riprovare più volte di fila ed il fatto che, magari, sai che la settimana dopo qualcuno potrebbe uscire con una tattica diversa e che puoi, magari, girottolare per internet per trovare suggerimenti e poi discuterne insieme con gli amici a fine partita e darsi appuntamento per la settimana dopo.
Una volta, ai tempi dei primi giochi per computer (si parla del C64, per cui del mesozoico) c’era addirittura l’abitudine di andare a cercare le guide strategiche, che uscivano ancora in cartaceo e gli walktrough e via dicendo: ora come ora i titoli sui quali compaiono più di poche righe di elaborazione sono davvero pochissimi (spesso poi gli studi riguardano titoli che hanno avuto una trasposizione online, per cui chi lo ha studiato non lo ha fatto al tavolo da gioco, ma grazie alle partite fatte sul computer) e le guide sono ad appannaggio di pochi ultra appassionati, i quali a loro volta riescono a scriverne con il contagocce. E’ proprio la comunità, nel complesso, che sembra aver rinnegato, per certi aspetti, il concetto dell’approfondimento: mi è capitato, anche a tornei su titoli hard, di vedere seduti ai tavoli quasi solo gamers che erano arrivati con un bagaglio di esperienza di non più di una manciata di partite e questo dimostra come lo spazio per approfondire sia davvero poco.
Mi ricordo, come aneddoto, un gioco del gruppo GIPF che avevo scoperto anni fa, ossia Zertz, titolo che ricordo ancora con nostalgia e che valuto come una bella (bella) variante dei concetti di base della dama. Mi affascinò in particolare, per cui lo giocai online (e dai …) e poi scoprii una bella guida strategica scritta da un appassionato (Taverner), leggendo la quale arrivai a comprendere davvero lo spirito del gioco.
Poi trovai online un bravo giocatore e feci con lui diverse tiratissime partite: peccato che Zertz fosse un gioco estremamente asciutto e ‘sintetico’, tanto da concentrarsi una partita in pochissime mosse, per cui, una volta sviscerato, non lasciava poi spazio per giocarlo a lungo termine: apprezzai comunque il fatto che mi avesse tenuto fermo su di lui a lungo, fornendomi una sfida da risolvere.
Quello che si sta gradualmente perdendo oggi, con tutto questo tourbillon, è forse la sfida a risolvere i giochi, a capirne l’anima profonda ed a confrontarsi tra giocatori per trovare i diversi validi percorsi verso la vittoria.
E’ un poco anche il mondo che ci circonda a spingerci verso il vedere sempre cose nuove, però, probabilmente, dovremmo ogni tanto fermarci, per ammirare anche i paesaggi più belli e goderceli un poco, perché a volte si viaggia anche per visitare la destinazione e non solo per il gusto di muoversi … 😉
Sono consapevole che questi siano solo spunti di riflessione, per cui apprezzerei anche di sentire il vostro pensiero!! 🙂
Un salutone a tutti e la promessa per i miei compagni di gioco che ora, per due mesi almeno, non proporrò più giochi nuovi!!!
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(scherzavo .., tranquilli …, lo so che mi fareste una testa così …) 😉 😛
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