[Boardgames World] La Hc Distribuzione

scritto da Fabio (Pinco11)

Prima della scorsa fiera di Essen nelle mie varie navigazioni nel mare aperto degli editori meno conosciuti mi ero imbattuto nella polacca G3, autrice di ben 4 titoli, tra i quali Craftsmen ed Enclave: preso dal solito mix tra il desiderio di scoprire qualcosa di esotico e la frenesia, tipica da gamer, di essere il primo del gruppo a saperne di più, avevo approfondito la lettura dei manuali e mi ero lanciato nelle relative anteprime.
Passano i mesi ed alla Play di Modena, spostandomi tra uno stand e l’altro, vedo i ragazzi della Placentia Games in uno degli angoli del padiglione, ma, sorpresa sorpresa, loro non sono soli, ed ai tavoli che li circondano sono presenti copie in prova proprio dei titoli dell’editore polacco. Scorrendo tra i manifesti e le pile di giochi mi rendo conto che è nato un nuovo distributore e localizzatore nel italico idioma, ossia la HC Distribuzione. 
Da allora mi sono ripromesso di contattarli e di fare una bella chiacchierata con loro, per scoprire quali saranno i titoli e gli editori con i quali hanno già raggiunto accordi e per approfondire, ancora, il classico ‘dietro le quinte’ del mondo dei giochi da tavolo. Allo scopo sfrutto la disponibilità del simpatico Alex Pattori, gamer e responsabile commerciale della casa.

Allora, prima di tutto, Alex, ti lascio il classico spazio iniziale per presentarti e per presentare la HCDistribuzione. Per aiutarti ti faccio anche le prime domandine, del tipo: da dove cavolo esce un nome così facile da ricordare? Chi siete? Volete conquistare il mondo o venite in pace? Quanto volete diventare ricchi?
Prima di tutto ringrazio Fab per possibilità di diventare parte “attiva” di questo blog, che oramai leggo quotidianamente, poiché prima di essere distributore, io e i miei soci siamo principalmente degli giocatori, sempre alla ricerca delle novità e della maggior parte di informazioni possibili.
Mi chiamo Alex, ho 35 anni e vengo da Fiorenzuola d’Arda (PC). Sono sposato ho 2 figli e nella vita di tutti i giorni faccio l’impiegato in un ufficio traffico di una ditta di trasporti. HC Distribuzione è formata da 4 amici/soci: Alex, Giordano, Fabio e Gianfranco. Completa poi l’organico Raffaella che è una nostra strettissima collaboratrice (è come se fosse uno dei soci) che ci aiuta in questa avventura.
L’origine del nome è molto semplice: HC Distribuzione sta per Heroes Comics che altro non è che il nome del negozio di Giordano (specializzato in armi soft air). Lo scorso Essen, dopo svariate discussioni su come chiamarci, eravamo a colloquio con i responsabili delle G3 e quando abbiamo dovuto spiegargli chi eravamo, come eravamo strutturati al nostro interno ecc ecc, ci siamo trovati spiazzati e la prima cosa che che c’è venuta in mente è  stato HC Distribuzione. A fine colloqui ci piaceva, poiché era appunto facile da capire e pronunciare, e abbiamo deciso di adottarlo. Il nostro obiettivo principale (e non tanto per farci belli o fighi) è di diffondere cultura ludica e di portare sui tavoli italiani più giochi possibili che altrimenti sarebbero sconosciuti al pubblico. Veniamo sicuramente in piace ma se dovesse presentarsi l’occasione di conquistare il mondo ne valuteremmo la possibilità!
Vorremmo diventare ricchissimi (stiamo difatti preparando il progetto di avere anche noi un deposito alla Zio Paperone), ma per il momento ci accontentiamo di riuscire a trasformare la nostra passione in una piccolo lavoro.
Ok, fatta la conoscenza, partiamo dalle origini, ovvero da come avete scelto di mettervi a lavorare ed investire (tempo e denaro) in questo mondo. Quali sono le motivazioni che vi hanno spinto a questo passo e quali gli obiettivi che per ora vi siete dati per il primo periodo?
L’idea è venuta a me appena finito Essen 2013. Come forse alcuni di voi sanno (altrimenti lo scoprite adesso) insieme a Fabio e Raffaella abbiamo cominciato a tradurre da alcuni anni i regolamenti in italiano di alcune case editrice (o in certi casi singoli giochi). La prima che ha creduto in noi è stata la White Goblin Game (WGG). Appena tornato da Essen di due anni fa non capivo come mai molti giochi che avevamo tradotto non trovassero spazio in Italia. La risposta è stata semplice: perché non c’è nessuno che li distribuisce. Da li è cominciato a maturare la “pazza” idea di diventare distributore. Ne ho parlato con Raffaella e Fabio che si sono dimostrati entusiasti e sa li è cominciato un fitto scambio di mail con alcuni editori stranieri. Nel frattempo era entrato a far parte della “pazzia” anche Giordano, con la sua esperienza pluriennale nel settore del soft-air e delle Magic. Da poco è poi arrivato Gianfranco che ha preso il posto di Raffaella nella società e che apporterà la sua esperienza amministrativa nella nostra realtà.
 La svolta vera e proprio è arrivata veramente con l’incontro con G3. Entrambi abbiamo creduto l’uno nell’altro e ci siamo dati fiducia reciprocamente. Sono poi arrivati gli accordi con WGG, Golden Egg Games, Academy Games e non ultimo quello con gli “amici” della Placentia Games.
Gli obiettivi attuali sono molto ma molto semplici: vogliamo farci conoscere in Italia e vogliamo fare conosce la bontà dei giochi che noi offriamo al pubblico. Quando saremo diventati “grandi” non so quali saranno gli obiettivi, poiché al momento siamo ancora molto lontani dall’essere grandi, siamo dei piccoli neonati!
Bene, passiamo ora al catalogo, ossia ai titoli che state già proponendo in distribuzione. Vedo che per ora vi state concentrando principalmente su titoli per i quali il vostro intervento di localizzazione consiste primariamente nella traduzione dei manuali, ma so che avete già progetti più impegnativi in cantiere (ne parleremo tra poco). 
Per primi noto proprio i titoli della polacca G3 dei quali parlavo nell’introduzione dell’articolo: tra di loro azzardo che Craftsmen, nella sua natura di gestionale più ‘classicheggiante’, sia il più fruibile dal nostro pubblico, così come potrebbe esserlo Raverun, titolino di carte che si pone la classica sfida da ‘microgame’ con un mazzetto contenuto di carte, mentre un pelino più ‘anomali’ possono essere forse, soprattutto per le ambientazioni, 7 Days of Westerplatte (un pezzetto della storia dell’invasione tedesca della Polonia) ed Eclave (tratto da un romanzo di fantascienza polacco). Come è andata per ora la sfida del proporre questi titoli al mercato italiano? Quali sono gli aspetti che vi hanno maggiormente attratto nel partire da questo editore (assieme a WG) per vostra line-up? 
La nostra scelta editoriale si basa principalmente su due fattori: qualità & risparmio. Come vi dicevo per noi questo è al momento un qualcosa di paragonabile ad un hobby “particolare” e quindi anche l’investimento economico da parte nostra (ma non solo nostra!) è contenuto. Abbiamo deciso quindi di approcciarci in modo diverso al mercato, focalizzandoci su giochi di alta qualità a livello di materiali e che non necessitassero (regolamento a parte) di una localizzazione in lingua italiana.
Al momento mi sentirei di dire che il mercato italiano ha risposto benino ai nostri titoli: c’è curiosità, poiché se ne è parlato tanto (e a volte anche in modo errato e non lusinghiero), ma forse (utopisticamente) speravamo in un accoglienza più calorosa da parte del mercato e dei giocatori.
Come dicevo prima, noi cerchiamo principalmente la qualità dei prodotti che offriamo nei materiali e nella giocabilità del gioco stesso e in G3 abbiamo trovato tutto questo. I giochi ci sembravano davvero ottimi, innovativi sotto certi aspetti (Craftsmen è un gestionale ma senza la presenza classica delle risorse, 7 Days of Westerplatte un cooperativo su un fatto storico realmente accaduto, mentre Enclave è tratto da un romanzo polacco ) che ci hanno incuriosito fin da subito.Anche il fatto che loro, come noi, eravano all’esordio credo ci abbiamo aiutato a trovarci e a lavorare insieme (Nota: G3 esiste nel mercato polacco da oltre 10 anni ed è un grandissimo distributore di boards in quel paese).
Resto sulla G3, stavolta per chiedervi notizie sulle loro uscite previste per quest’anno. L’anno scorso erano 4 i titoli e se non erro anche quest’anno avremo lo stesso numero di uscite, sempre divise tra vari livelli di complessità e tematiche. Ci puoi dare qualche anticipazione sulla nuova linea per Essen dell’editore polacco?
Ti posso confermare 3 giochi sicuri (sul 4° c’è un pochino di nebbia al momento ma uscirà certamente): Imperialism road to Domination, Urban Panic e King’s Ear. Imperialism sarà sicuramente il titolo per gamers, metre King’s Ear sarà usufruibile da tutti e più caciarone (nel regolamento è caldamente consigliato la recitazione mentre si giocano le carte – unico neo è il testo sulle carte ma forniremo una esaustiva guida al riguardo)  mentre Urban Panic è un buon compromesso fra un gestionale pesante e un gestionale light. 
Ecco la presentazione dei giochi come si troverà nei giochi stessi (tanto poi ci penserai tu a descriverli nel dettaglio fra pochi mesi!!!):
Imperialism: Il gioco copre il periodo cha va da circa il XV al XIX secolo. I giocatori controllano delle superpotenze e cercano di trasformarle in potenti imperi. Per raggiungere questo obiettivo, non dovranno solo occuparsi della crescita economica e di cercare di ottenere conquiste sociali e di civilizzazione, ma anche modernizzare ed espandere la propria flotta e il proprio esercito. Poiché cominciare una guerra è costoso, è spesso più saggio ricorrere a cospirazioni e bugie. A volte, fare false promesse al tavolo dei negoziati è meglio che farsi coinvolgere in una guerra rischiosa e faticosa, che può svuotare la tesoreria ed esporvi alla perdita di prezioso prestigio. I giocatori devono prestare particolare attenzione ai dissidenti che, specialmente all’inizio del gioco, hanno una maggiore potenza militare e non esiteranno a coinvolgere altri nella guerra religiosa. Riuscirete a creare un enorme impero coloniale, un dominio militare Europeo o un piccolo stato ma forte economicamente? Le scelte del giocatore, la fortuna e le reazioni degli altri giocatori influenzeranno la lotta. La creazione di un impero richiede buon senso strategico e un approccio flessibile all’attuale situazione militare ed economica. I giocatori dovranno stringere attente alleanze ed evitare guerre che non possono vincere.
Urban Panic: I giocatori interpretano il ruolo di sviluppatori. Ciascuno di loro, con l’aiuto di 5 specialisti,  cerca di costruire una città ideale. Per ottenere questo i giocatori devono preoccuparsi di avere un numero appropiato di posti di lavoro , l’ecologia, il bilancio della città e la felicità dei residenti.
King’s Ear: Voci dicono che il sovrintendente delle finanze della corte del re è cagionevole di salute e presto verrà a mancare. Il nuovo posto vacante potrebbe essere davvero interessante ma solo una persona sarà necessaria per coprire la posizione del nobile defunto. E’ il momento ideale per iniziare un confronto segreto. In questo alterco gli ingannevoli cortigiani faranno tutto il possibile per migliorare la propria posizione agli occhi del Re. Senza reclusione di colpi! Ogni colpo alla delicata posizione degli opponenti, ogni trama e suggerimento alle orecchie giuste vi porterà più vicini alla meta ambita. Ogni sarcasmo, ironia o contorto montaggio della macchinazione di qualcheduno dovrebbe tagliare come un fioretto per spianare la strada verso ricchezze ancora più grandi. Il titolo di sovrintendente fornirà l’accesso illimitato al tesoro del Re da cui qualcosa può scomparire,,, Non solo per soddisfare le esigenze del Re.
Il secondo nome nell’elenco degli editori che commercializzate in Italia è di quelli decisamente più noti e storici, ossia la White Goblin Games. Si tratta di un editore molto attivo, che annualmente inonda Essen con un bel numero di nuovi titoli e noto che tra di essi avete scelto, in particolare, Niew Amsterdam, uno dei miei ‘preferiti impossibili’, ossia uno dei titoli che a me sono piaciuti in particolare, ma che purtroppo non hanno incontrato il favore del mio ristretto gruppo di amici e che quindi sono finiti sul tavolo meno spesso di quanto non avrei desiderato. 
Per altro il gioco, ideato da Jeff Allers, ha avuto anche una storia travagliata, ‘bucando’ per problemi produttivi di poco l’uscita ad Essen 2012, per cui  ha avuto un’eco, secondo me, minore di quanto avrebbe invece meritato. Vedo inoltre Packet Row, Pasha, Richelieu ed Expedition Congo River. Anche qui vi chiedo come avete deciso di aprire questo canale con l’editore olandese e come avete scelto i primi titoli da importare, così come vi interrogo su come stiano andando in questa prima fase …
I giochi della WGG sono stati quelli che forse maggiormente ci hanno portato a pensare all’idea di diventare distributori, poiché traducendo i loro regolamenti, ci siamo trovati a dire “Ma come è possibile che in Italia non sfondino?” Da qui è cominciato lo scambio “epistolare” con la WGG (per quasi 1 anno) che ha portato poi ad un incontro ed ad un accordo la scorsa Essen.
 I giochi sono, a mio avviso (e non perché sono di parte), davvero validi ed è un peccato che i nostri giocatori li conoscano solo marginalmente (ma per questo ci siamo noi ad aiutarli). Oltre ai titoli da te citati (Niew Amsterdam è una piccola perla che purtroppo, come dicevi tu, non ha avuto gli onori che merita) abbiamo in progetto di proporne anche altri “vecchi” , ossia giochi che sono usciti un paio di anni fa ma che per svariati motivi non sono arrivati alla ribalta (così al momento mi vengono in mente Pyramidion, Saqqara e Artifact).
I giochi della WGG piacciono al pubblico e anche tanto. Se aperti su un tavolo attirano sempre tanti giocatori ( e tanti curiosi) ed una volta finita la partita il giudizio è sempre positivo, quindi l’impatto è stato ottimo.
Come per la G3, anche per i Goblin olandesi, sono ansioso di sapere quali novità abbiano nel cassetto, che localizzerete per loro (oltre alla riedizione, se non erro, di Medina, di Stefan Dorra).
Qui purtroppo al momento ho anch’io poche informazioni al riguardo. Ti confermo la riedizione di Medina (con alcune piccole varianti volute e ideate dallo stesso autore, un gioco ambientato fra i negozianti dell’antica Cina per due giocatori e un simpaticissimo gioco sui Petauri dello zucchero (lascio a voi il compito di scoprire cosa sono). Prometto che appena avrò novità ti chiamerò immediatamente. A meno che quest’anno WGG non ci stupirà dimezzando le uscite…….ma ci credo poco!
Facendo un passo indietro, in casa nostra, scopro che, da buoni vicini di casa (siete entrambi del piacentino), avete acquisito pure la distribuzione della Placentia Games. Tra i loro titoli in particolare ha avuto un grande successo il filone di Florenza, passato dal gioco base a quello di carte. Come intendete sfruttare per il futuro questo marchio? Avete mica in progetto la ristampa del capostipite? Qualche espansione, come classico, per il seguito? Per il futuro anteriore, invece, cosa ha in cantiere la Placentia?
Non ti si può proprio nascondere nulla! Effettivamente il 2014 vedrà la riedizione, con alcune novità importanti (senza cambiarne la bellezza), di Florenza Board game, che uscirà alla prossima Essen. Oltre ad alcuni cambiamenti nei materiali del gioco, i ragazzi della Placentia stanno lavorando principalmente sull’obiettivo principale che si sono prefissati fin da subito: ridurre il costo di vendita del gioco al pubblico! E penso proprio che ci riusciranno e vi stupiranno (anche grazie al loro partner americano Golden Egg Games…..).
Sempre per la prossima Essen è prevista l’uscita di un’espansione per il Card Game, che introdurrà alcune carte nuove (da usare anche nella versione base) ed espanderà il gioco fino a 5/6 giocatori.
Il 2014 quindi non vedrà l’uscita di un “nuovo” titolo da parte di Placentia Games, ma il cantiere 2015 è già ben avviato: vìposso anticipare che l’anno che verrà vedrà la luce del nuovo gioco di Marco Pozzi, Bretagne, ambientato nella metà del secolo scorso dove i giocatori dovranno aiutare la Commissione dei Fari e dei Fanali francese a rendere le coste della Bretagna più sicure alla navigazione, impegnandosi a costruire i fari che ancora oggi aiutano le navi in quel tratto turbolento di mare. Inoltre quel pozzo di idee che corrisponde al nome di Stefano Groppi ha in serbo il suo primo gioco “fantasy”.
Bene, chiudo idealmente il vostro catalogo con due editori più ‘specializzati’, ovvero la Academy, con i suoi giochi storici (come 1775, 1812, Freedom the Underground Railroad) e la Golden Egg, che si è fatta conoscere in particolare lo scorso anno con The Fallen City of Karez, progetto che ottenne un lunsighiero finanziamento su kickstarter incassando oltre 60.000 dollari. Cosa ci dite dei rapporti instaurati con questi due editori più ‘di nicchia’? Progetti futuri con loro?
Con Academy Games “l’amore” è appena sbocciato, quindi dobbiamo ancora conoscerci a vicenda, quindi non mi sento di dire nulla, anche se le basi sono buone. 
Con Golden Egg Games invece i rapporti sono molto più stretti (poiché segue anche la distribuzione in USA e Canada dei giochi Placentia Games). Attualmente stiamo lavorando per migliorare i regolamenti dei giochi fin’ora pubblicati e nei prossimi giorni parleremo anche delle edizioni future (4 titoli alla prossima Essen). Proprio in questi giorno è uscito su kickstarter il nuovo progetto Athlas che personalmente mi piace tantissimo e che spero otterrà un grande successo.
Guardo poi al futuro imminente e scopro, in bella vista sulla vostra Home Page, che avete già compiuto il passo da ‘localizzatore’ a ‘produttore’, perchè vi siete impegnati a coprodurre (quindi edizione con scatola italiana!) l’atteso Panamax, titolo abbastanza per gamers (autori sono il trio Sentieiro – Soledade – d’Orey), che aveva ‘bucato’ la scorsa Essen (dove era disponibile sono in demo), ma che nel tamtam di internet è già attesissimo e che ha trovato un paio di partner per l’edizione internazionale (in America la Stronghold ed in Germania la Heidelberger). Il titolo è di quelli che propongono la classica intrigante sfida di dar vita ad un gestionale pesante e ‘pensante’ utilizzando dadi: cosa ci dici di questa sfida nella quale vi siete lanciati? A quali ostacoli siete andati incontro?
Qui ci siamo lasciati prendere decisamente la mano e ci siam fatti condurre dal cuore poiché l’investimento e lo sforzo economico è stato per la nostra piccola realtà davvero importante. I contatti con i ragazzi della Mesaboradgames (Gil e Tiago) risalgono alla scorsa Essen e proprio in quella occasione ci eravamo promessi che ci saremmo sentiti quest’anno se Panamax avesse visto al luce, e per gioia di entrambi così sarà! Non nascondo che il gioco ha affascinato fin da subito tutti noi tant’è che abbiamo voluto credere in questo progetto ad occhi chiusi e crediamo ne verremo ripagati. Come dicevi tu il gioco è un gestionale puro, non pesantissimo (le regole sono davvero semplici da assimilare) ma che comporta una pianificazione strategica importante e calibrata su tutto l’arco della partita. I dadi (che risaltano in tutte le immagini) ricoprono in questo gioco un ruolo “inusuale” poiché vengono si lanciati (ma solo alcuni) ma poi il risultato che ne determina non influisce il gioco come si potrebbe pensare. 
Ostacoli (se escludiamo l’investimento economico) non ce ne sono stati, fatta eccezione forse per le tempistiche della traduzione del regolamento, che negli ultimi giorni ha assorbito parecchio del nostro tempo.
Per i più impazienti posso anticipare che abbiamo “creato” una versione print & play del gioco che porteremo in giro con noi nei vari eventi a cui parteciperemo e dove sarà possibile giocare a Panamx in anteprima
Bene, per chiudere, vi chiedo quali sono i progetti ulteriori dei quali potete parlarci e poi se avete anche in animo, magari, di lanciarvi presto o tardi anche in qualche edizione totalmente ‘propria’ di nuovi titoli 😉
La nostra ricerca non si ferma mai. Siamo sempre alla ricerca di “perle nascoste” da portare all’attenzione del grande pubblico e teniamo sempre i livelli di attenzione altissimi. Al momento il nostro primo obiettivo è sicuramente il lancio dei Panamax, nostra grandissima scommessa. Parimenti a questo abbiamo deciso di rafforzare/confermare i rapporti commerciali già esistenti con i nostri attuali pater e dove possibile di rafforzarli maggiormente. Abbiamo poi avviato alcuni contatti con un paio di editori americani ma al momento siamo in una fase iniziale dei colloqui, anche se con uno di questi le premesse sembrano davvero buone (e anche i possibili sviluppi futuri).
Onestamente e francamente attualmente siamo troppo piccoli anche solo per avere la sfacciataggine di pensare a produrre un gioco tutto nostro per una serie di motivi che vanno dai più banali ai più difficili. Al momento ci riteniamo soddisfatti così poiché crediamo che nel nostro piccolo abbiamo fatto qualcosa di importante e che ci rende felici. Ci piacerebbe che la gente cominciasse a dire prima o poi, arrivando ad un qualsiasi evento “Ehi ci sono anche quelli del Mammut”. Lo so sembra poco, ma poso garantirvi che per chi entra a far parte di questo “mondo”, e si trova a competer con dei veri e propri giganti, vuole dire tanto.
Un salutone ed un benvenuto sul mercato, nella speranza di poter conoscere grazie a voi qualche perla nascosta!!!
Ciao e buon lavoro!

Ciao a Te e a tutta la redazione del blog e speriamo di trovarci presto attorno al tavolo da gioco…..a giocarare a Niew Amsterdam insieme, noi poveri incompresi!

— Le immagini riprodotte sono tratte dai materiali promozionali e/o dai siti delle case editrici citate nell’articolo (G3, White Goblin, Golden Egg, Acafemy Games, HC Distribuzione), alle quali spettano tutti i diritti su di esse e suoi giochi citati. Le immagini, riprodotte ritenendo essere le stesse gradita forma di presentazione dei prodotti in questione, saranno rimosse su semplice richiesta —
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