In se le regole sono piuttosto semplici, anche se la prima partita per capire come gira il tutto ci vuole senza dubbio. Ognuno ha infatti a disposizione i classici omini da piazzare per compiere le classiche azioni, però, oltre al fatto che le azioni vanno pagate, c’è qui l’aggiunta che ha luogo una specie di ‘asta’ per aggiudicarsele, che è proposta secondo una modalità anomala. Nel piazzare il proprio omino su di una azione, si deve infatti scegliere se collocarlo negli spazi con costo 5 o 7, oppure in uno di quelli con costo 9, 12 o 15. che c’è anche un ampio spazio per cattiverie più o meno gratuite: nelle regole pro è infatti possibile puntare più di quanto si dispone e un giocatore potrebbe farlo per far salire i prezzi delle altrui azioni, salvo poi ritirare tutto per compiere l’azione ‘banca’ (che azzera le tue offerte per le azioni, per darti solo denaro ..).
L’effetto prodotto è identico, però se si piazza l’omino nelle prime due locazioni si deve sapere che se qualcuno in un turno seguente lo collocherà in uno spazio dal costo più alto di quello scelto da noi, l’omino ci tornerà in mano (sarà però ripiazzabile). Si deve insomma scegliere se pagare subito qualcosa in più per avere la sicurezza di svolgere l’azione ad un prezzo leggermente più alto, o rischiare di vedere cosa faranno gli altri. Già in questa specie di asta atipica risiede buona parte del gioco. Annoto
Per il resto si tratta poi di andare nella parte residua del tabellone a costruire la propria rete commerciale ed è qui che si scatenano le cattiverie vere e proprie (come se non bastassero quelle dell’asta …), perché esiste un concetto di ‘priorità’ (è una delle ‘scale’ nelle quali si può crescere piazzando omini) che consente, quando si arriva con un omino in una locazione con mercanti altrui, di mandare indietro di una casella un ometto di chi abbia una priorità più bassa di noi.
A questo aggiungiamo che quando si va a rompere la catena ininterrotta di mercanti che collega il più avanzato al più remoto, si generano numerose penalità nei profitti altrui, arriviamo ad intuire come le cattiverie si sprechino davvero e come l’ordine di gioco (che è legato intimamente a quanto punti si fanno in ogni giro) sia qui vitale. Ancora segnalo che una regola prevede l’arrivo, nella locazione più ricca, dell’ispettore imperiale, il quale, indovinate un po’ … manderà a casa un mercante.
Il gioco tende a scalare bene sino a tre giocatori (mentre la partita a due, per quanto più controllabile, gira su regole diverse, con due colori a testa, apparendo più un’aggiustamento che una versione nativa), con le partite a 4 e 5 che risultano davvero sanguinose, per i potenziali effetti delle priorità e per l’asta selvaggia iniziale (gli spazi per le offerte sono fissi).
Il conflitto tra i giocatori appare infatti serrato, con momenti di forte interazione, anche diretta e con regole che tendono a rimettere costantemente in gioco chi sia più indietro, ovvero all’esito del turno precedente abbia ottenuto meno punti (o soldi), in quanto egli potrà iniziare per primo nell’asta e soprattutto, partire per ultimo nell’essenziale movimento dei mercanti. Questi tocchi rendono la partita sempre aperta e molto celebrale (occhio ai paralizzati da analisi …) ed il tutto decisamente coinvolgente.
Se ci aggiungiamo che non ci sono elementi aleatori, perché non si pesca nulla e non si tirano dadi, direi che nel complesso questo Yunnan, sulla base delle prime partite che ci ho fatto, lo ho rivalutato un sacco, ponendolo ora nel novero della mia top15 da Essen.
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