[Ieri sera ho giocato a…] Craftsmen

[scritto da polloviparo]

Quando ho letto l’articolo che ha
scritto alcuni giorni fa Fabio: “ieri sera ho giocato a…” ho deciso di cogliere
la palla al balzo e, manco fossi un giocatore professionista di pallacanestro,
non mi sono limitato a prendere il passaggio, ma sono corso a canestro ed ho
schiacciato!
Magari qualcuno penserà : “un’altra
recensione di Craftsmen… ecchepall…
” no signori, questa non è una recensione, questo
è il resoconto di un accadimento misterioso, quello che potrebbe essere
archiviato come x-files
Non parlerò per nulla delle meccaniche di gioco (ricordate il buon proposito di più “dado critico” e meno “critico d’arte”?), che comunque potete leggere tranquillamente qui.
Sapendo che io e Fabio siamo in sintonia sui
giochi da tavolo e abbiamo gusti molto simili, mi sono detto: 
se lui ha
giocato a Craftsmen e dice che è bello, allora deve essere bello
!”

Però visto che come dico sempre,
i giochi vanno provati in prima persona, decido di organizzare una partita.

Dopo questa premessa potrebbe
quasi sembrare che il gioco non mi sia piaciuto. Voglio tranquillizzare tutti
quelli che l’hanno già acquistato e devono ancora provarlo, il gioco merita!
Non è nulla di particolarmente innovativo, come è già stato scritto ha parecchie regolette e sottoregolette che lo rendono in alcuni tratti un po’ legnoso, è forse un filino ripetitivo, ma per gli amanti dei giochi “euro”  direi che può essere un titolo da tenere in considerazione.
Se avete già molti di questi giochi nella vostra collezione probabilmente non aggiungerà molto, ma se siete appassionati di giochi di produzione risorse, se vi piacciono le filiere produttive, insomma se vi piace Uwe Rosenberg (non come uomo intendo…) potrebbe piacervi anche questo.
Unica cosa se siete fortemente daltonici, passate tranquillamente ad altro perchè questo si basa quasi tutto sulle concatenazioni di colori, sia nelle costruzioni che nei soldi…
C’è tuttavia un aspetto del gioco che ho volutamente omesso e a cui arriveremo per gradi.
Infatti questa volta non è andato
tutto per il verso giusto ed i casi sono due: o Fabio ha un po’ sorvolato su questo stesso aspetto,
minimizzandone l’impatto oppure deve essere successo qualcosa
Alle 20:30 arriva a casa mia la “task
force” di giocatori che non hanno paura di nulla, composta da uomini duri,
quelli che “non devono chiedere mai”, quelli che considerano “Twilight imperium
III” un fillerino, tanto per rendere l’idea. 
Le opzioni per la serata sono: “Rokoko”,
“Russian railroads” o “Craftsmen”.
Russian Railroads, mi è già stato
proposto dagli amici almeno tre o quattro volte ed io effettivamente sarei
anche stato curioso di provarlo (anche perché l’ho comprato a scatola chiusa),
ma tutte le volte ci si è messo di mezzo il destino.
Avete presente quando volete fare
qualcosa e tutto il pianeta sembra ribellarsi e voi lottate inutilmente
contro il fato avverso?
Ora tralasciando “banali” problemi
di salute che mi hanno impedito di partecipare alle serate in cui erano state organizzate le partite, voglio citarvi giusto
l’ultimo accadimento per farvi un esempio. 
Alla mattina ricevo una e-mail da un’amica che mi chiede: “ci
sei a giocare questa sera?” 
ed io “non so non credo, magari quando passate da
casa mia, vi faccio sapere…” 
Nel pomeriggioado mi reco all’ospedale per un controllo, chiamo l’ascensore
e quando le porte finalmente si aprono, incontro un altro amico.
“Ci sei questa sera a giocare?”
“Non so, sai fra settimana faccio
sempre un po’ fatica… cosa fate?”
Russian Railroads…
Mmmmhhh… quasi quasi…
aggiunge “ho dei dubbi, mi sembra
che sia monostrategia”
ed io “se ti riferisci alla
costruzione della Transiberiana, sappi che è lo stesso regolamento a citare che
è da fare!”
 “Vabbè se ci sei ci vediamo più tardi”

A quel punto scende, perché arrivato
al piano, mentre io mi ritrovo a pensare in mezzo a perfetti sconosciuti che mi
guardano come un alieno dopo le affermazioni sulla TRANSiberiana, (e che pensano
probabilmente che io sia una specie di pervertito): “però potrei anche andare…
vuoi vedere che è la volta che riesco a provarlo…”
Dopo essere andato su è giù con l’ascensore
per circa 20 minuti, avete presente gli ascensori degli ospedali che hanno la
prenotazione della chiamata e per andare al piano -1, vai prima al terzo, poi
al quarto, poi scendi al secondo, poi sali nuovamente al quarto, e spesso si
aprono le porte e non c’è nessuno che sale o che scende?
Ecco proprio quelli…
Quelli che se fate
le scale, oltre a guadagnarci in salute, ci guadagnate mezzora di vita.
Li prendo giusto all’ospedale perché
ormai ho memorizzato i percorsi e se prendo le scale so che poi mi
perderò in corridoi, di cui probabilmente nemmeno i medici conoscono l’esistenza.
Sono sicuro che se il minotauro
fosse stato rinchiuso in un ospedale, invece che nel labirinto di Cnosso,
sarebbe ancora vivo e Tèseo lo starebbe ancora cercando…
Comunque arriva la fatidica sera ed io ho
deciso di partecipare alla sessione di gioco.

Aspetto gli amici pronto per
andare (quindi con le scarpe infilate ed allacciate ai piedi), avendo deciso di salire in macchina con loro, ma il tempo passa e non
si vede nessuno.
Alle 21 ormai passate da diversi
minuti squilla il cellulare…
“Scusa tu abiti in via
XXXXXXXXXXX?” (scusate le crocette, ma è per la privacy…)
“No io abito in via
YYYYYYYYYYYYY!”
“Mi sembrava a me…..”
“Sì ok, ma adesso dove siete?”
“Siamo in via XXXXXXXXXXXX!”
“:(“
Ok erano stati a casa mia solo
una volta e a quanto pare la memoria ha giocato loro un brutto scherzo, però la
morale è che mi metto la tuta, chiudo casa e saluti e baci a alla
serata.
Mentre mi cambio d’abito,
rifletto e penso a cosa possa essere andato storto, mentre nella mia mente
comincia a delinearsi quella che comincio a definire “la maledizione di Russian
Railroads”
Torniamo a Craftsmen 
Decido di
puntare per la serata su questo (anche un po’ per paura della maledizione…) e
gli altri che non disdegnano giochi molto “tedeschi” e produzione risorse con
piazzamento lavoratori, sono d’accordo.
Era da diverso tempo che giaceva
sulla scrivania in attesa di essere provato e ho deciso che quella era la sera giusta!
Quando lo propongo mi limito a
dire: “so che è un mezzo cinghialotto anche se la scatola dalle dimensioni
contenute può trarre in inganno”
Loro sapendo delle mie
disavventure, nel tentativo di provare Russian railroads:
“Se preferisci provare questo…”
“Ma no dai… magari un’altra
volta!”
Qualcuno aggiunge “Se finiamo presto questo, possiamo sempre farlo dopo…”
“Non credo ragazzi, ho letto che
una partita può durare abbastanza, anche tre orette…”
Si apre la scatola, si piazza la
plancia al centro del tavolo, si procede con il classico “tu che colore vuoi?” faccio
presente come al solito che se qualcuno avesse preso il giallo, io avrei mosso
per tutta la partita i suoi dischetti e i suoi cubetti, anche se non fosse
stato il mio colore (cosa che succede quando giocate sempre con lo stesso
colore…)
Risolte le “assegnazioni cromatiche” si passa al regolamento, sul quale mi sentivo
abbastanza preparato. 
L’avevo letto un paio di volte quando avevo acquistato il
gioco; l’ho letto il giorno prima di
proporlo e l’ho ripassato prima che arrivassero gli amici a casa, infine mi
sono guardato due volte il video della durata di 20 minuti di Fabio… cosa
volete farci, quando uno è un perfezionista… 😛

Terminato il setup, che per onor
del vero ha richiesto un tempo molto limitato, si parte con la spiegazione!
L’orologio mostra le 21:00
Ora nonostante io mi sentissi
abbastanza preparato, mi sono accorto nello spiegare le regole che qualche
lacuna c’era.
Un po’ come quando andate a
scuola sentendovi pronti per l’interrogazione e appena il professore inizia a farvi le
domande voi non avete la più pallida idea di cosa stia parlando.
La spiegazione è iniziata così: “La
partita dura 3 anni, suddivisi in quattro stagioni…” quando ho fatto questa
affermazione non sapevo ancora che stavo parlando di tempo reale e non di tempo
fittizio.
Quando in FIFA, alla voce durata
della partita impostate 10 minuti, sapete che il timer mostrerà comunque il
trascorrere di 90 minuti, solo che questi scorreranno più velocemente.
Allo stesso modo mi aspettavo che
tre anni fossero un qualcosa di simbolico e invece…

Comunque,
grazie all’ausilio del regolamento inglese siamo arrivati in fondo.

Non che la traduzione italiana
fosse fatta male, ma il nostro idioma spesso è per sua natura “interpretabile”
chiedetelo ad un qualsiasi avvocato e lui saprà meglio spiegarvi questo
concetto.
L’inglese in questo senso risulta
molto più chiaro e  meno soggetto ad
interpretazioni equivoche.
In circa una mezzoretta l’abbiamo
“schiantata”
L’orologio mostra le 21:30
Si parte con le solite cose:
“Questo lo metto qui!”
“Scusa perché proprio lì, non
potevi metterlo da un’altra parte?”
“Ma io lo voglio mettere qui…”
“Sì scusa, ma non ti conviene
più metterlo la?”
Un classico piazzamento
lavoratori insomma.
Non vi nego che durante il primo
anno di gioco sono emersi diversi dubbi tipo: “ma il privilegio della
produzione doppia di una merce base, andrà applicata ad una singola carta o
anche a carte diverse?”
Questo ci ha obbligati più volte
a riprendere in mano prima il manuale italiano, poi quello inglese ed in alcuni
casi abbiamo provato anche con il polacco…
Non trovando sempre delle risposte, abbiamo dovuto dare una nostra interpretazione.
Avevo letto preventivamente anche
i dubbi espressi su BGG e cercato delle FAQ (ve l’ho detto che sono un
perfezionista…) senza tuttavia trovare niente di utile.
Il tempo passa e riusciamo a
portare a termine il primo anno di gioco.
Procediamo con il primo calcolo
del punteggio che ha luogo dopo l’inverno e io butto un’occhio all’orologio.
00:30
“Non c’è male!” penso… “sicuramente
è stata colpa dei dubbi, ora tutto filerà più liscio…”
Si conclude il secondo anno.
Di nuovo un’occhiata all’orologio
01:40
Non sapendo se gli amici si stessero
divertendo o se avessero preferito, piuttosto che continuare, saltare su una
bici senza sella alla “bersagliera” chiedo:
“Ok il gioco ora l’abbiamo
capito, se preferite smettere… io non ho problemi sia chiaro, però visto che si
è fatto un po’ tardi…”
Oltretutto uno dei ragazzi, abita
ad oltre un’ora di macchina da casa mia.
Ve l’ho detto che si trattava di
una task force di uomini duri, piuttosto che interrompere la partita avrebbero
fatto il dritto!
Così abbiamo continuato, come si
addice a giocatori impavidi che non si lasciano intimorire dalle avversità del
caso.
 Ci facciamo furbi e affiniamo la
tecnica, nell’ultimo anno decidiamo di giocare diverse fasi del gioco “in
simultanea” con un supervisore nella fase di utilizzo dei punti lavoratore.
Sembriamo dei piccoli “usain bolt”
rispetto a prima e l’anno scorre velocissimo, infatti alzo gli occhi e…
02:40
“Ok, ragazzi, si è fatto un po’
tardi… spero almeno il gioco vi sia piaciuto…”
“Sì dai, non è male, anzi io
penso che lo prenderò…”
“Guarda, non è particolarmente
impegnativo come prezzo, sono contento che ti sia piaciuto…”
Saluto gli amici e mentre rimetto
tutti i pezzi religiosamente all’interno dei vari ziplock, comincio a pensare…
“Ma cosa è successo… suvvia non è
possibile che ci abbiamo messo cinque ore in quattro per un gioco del genere…”
“Il titolo non è così pesante e
abbastanza classico, piazzo lavoratori, pesco carte, gioco carte, produco…”
“Poi dura solo tre anni, non
sapevo fosse un gioco in tempo reale…”
“Insomma ho fatto giochi molto
più corposi in un tempo molto inferiore… voglio dire ho finto Ora et Labora in meno di tre ore…”
“Cosa può essere andato storto…”
MUMBLE MUMBLE… (Specifico per qui
pochi che da piccoli non leggevano Topolino che questa è l’onomatopea che
riproduce il suono del pensiero…)
“Vuoi che si sia veramente
scatenata la maledizione di Russian Railroads, solo perché qualcuno aveva proposto
di giocarlo dopo questo? No, no ci deve essere dell’altro…”
“In fondo non abbiamo
chiacchierato più di tanto durante la partita, il ritmo è stato abbastanza
serrato…”
“Al tavolo non c’erano neanche i
pensatori più incalliti…”
“I turni tutto sommato non hanno
dato l’idea di downtime e anche se alla fine del gioco si avvertiva un po’ di
ripetività, non mi sento troppo affaticato o annoiato… cosa può essere successo…”
Quando finalmente l’illuminazione!
IL RAPIMENTO ALIENO!
Sì, se ci pensate bene è un
ipotesi plausibile…
Ci hanno rapito gli alieni!!!
Devono
essere entrati in casa, ci hanno sparato un raggio, hanno condotto dei test di
chissà quale tipo su di noi, probabilmente hanno cercato di capire cosa passa
nella mente di un giocatore, in quale parte del cervello risiede la mania d’acquisto
compulsivo e come è possibile che se ne stia seduto delle ore ad un tavolo
spostando dei pezzi di legno colorato divertendosi…”
Poi devono averci rimessi al
nostro posso, dopo averci resettato la memoria e noi abbiamo continuato a
giocare senza accorgerci di nulla…
Sì deve essere andata proprio
così…
Non s’è altra spiegazione logica
al fatto che una partita di Craftsmen sia durata cinque ore!
Ho finto di mettere a posto tutti i pezzi, ripongo la scatola sullo scaffale, entro in camera e mi infilo nel letto come un ninja.
Mia moglie accende la luce, guarda la sveglia e mi dice:
“Ma sono le 3:00?!?”
“Sì abbiamo fatto un po’ tardi…”
“Ma a cosa avete giocato?”
“A Craftsmen…”
“Ti ricordi che domattina… anzi tra un po’ devi accompagnare tuo figlio in piscina?”
“Sì, sì me lo ricordo… buonanotte…”
“Buonanotte… e comunque te non sei normale…”
“Avrei potuto raccontarle la verità, ossia del rapimento alieno, ma probabilmente non mi avrebbe creduto…”
— Le
immagini sono tratte da BGG (scusate ma nonostante le cinque ore investite, non sono riuscito a scattare foto)  Tutti i diritti appartengono alla Casa editrice e all’Autore. Le immagini sono state riprodotte
ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di
presentazione del gioco. —
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