Recensione – Bang! The Dice Game

scritto da Maxell

Bang! (di Emiliano Sciarra, edito nel 2002 da dVGiochi) è sicuramente uno di quei titoli che hanno reso, soprattutto in Italia, noto al pubblico il mondo dei giochi da tavolo e, nello specifico, di carte (qui trovate le varie recensioni ad esso dedicate sul nostro blog).
Ricordo di averci giocato la prima volta a un raduno di videogiocatori dove ognuno si era portato il proprio computer (i cosiddetti “lan party”) e, per due giorni consecutivi, ci siamo consumati occhi e dita davanti al monitor. Un gruppo di ragazzi di Lucca a cui sono ancora molto affezionato, portò, per fare una pausa tra una partita e un’altra, un gioco di carte: fu abbastanza evidente che quel gruppetto che si era radunato al tavolo si stava divertendo più di me visto che ogni tanto uno dei ragazzi si alzava e, levando un urlo da battaglia, faceva il verso dell’indiano. Gli chiesi cosa stesse succedendo – “arrivano gli indiani” mi rispose.
Da allora ho acquistato, giocato e consumato Bang! – un gran party game spaghetti western tutto made in Italy!
Quello di cui parleremo oggi, dopo il ricordo riaffiorato di quello che per me è stato un gioco che mi ha regalato una infinità di risate e emozioni, è la versione con i dadi : Bang! The dice game.

PREMESSA
Uscito pochi giorni prima del Lucca Comics e doverosamente fatto provare e riprovare a quest’ultimo, come suo “padre”, è edito dalla dVGiochi (in Germania da Abacus)  ed è stato creato da Michael Palm e Lukas Zach con la collaborazione di Emiliano Sciarra (autore dell’originale Bang!).
Curiosamente le illustrazioni sono invece affidate al lucchese Riccardo Pieruccini, fumettista e illustratore che ha vinto il contest per il “best artwork del Bang birthday contest 2012”
Bang! The dice game è un gioco – appunto – di dadi ma questo potrebbe essere a dire il vero un po’ fuorviante, mi spiego meglio: possiedo numerosi giochi e, la quasi totalità dei giochi “di dadi” sono effettivamente giocati con dadi e dadi soltanto; tutt’al più possono essere implementate fiches o qualcosa per tener traccia dei punteggi ma, tipicamente, è “tutto qui”.
Perchè vi dico questo? Il perchè è semplice – ho sempre catalogato giochi di dadi come dei filler che tendenzialmente posso portarmi in giro e, come un mago, tirar fuori a ogni evenienza, mentre questo prodotto fa un po’ eccezione perché quando apriamo la scatola troviamo anche tanti segnalini e tante carte oltre, ovviamente, ai nostri dadi.
Questo rende il gioco portatile – ci mancherebbe – ma sicuramente non così facile da dispiegare ad un tavolo di pub con gli amici o da tenere in tasca e tirar fuori mentre si beve una birra in giardino in attesa che la legna diventi brace per il barbecue.
La composizione al tavolo infatti vuole che ogni giocatore possieda una scheda riepilogativa, la scheda personaggio, la carta ruolo e, oltre ai dadi comuni, potenzialmente mezza dozzina di segnalini.
Questo gioco quindi forse non vuole essere (come in realtà speravo e mi ero disegnato) un filler volante ma una versione light di un gioco che, causa infinite carte, non è ne veloce ne particolarmente portatile.
E ci riesce.
IL GIOCO
Bang! The dice game si gioca dai 3 agli 8 giocatori in partite agilmente sotto i 20 minuti – ricade quindi, elegantemente, nel tempo perfetto da “filler”.
Come altri colleghi famosi quali Lupus in tabula, The Resistance, Werewolf – è un gioco di identità segrete dove ognuno interpreta un personaggio con relative abilità speciali e avrà un ruolo nascosto (tranne lo sceriffo che si deve annunciare) che dovrà portare avanti; lo scopo infatti dello sceriffo è quello di uccidere i fuorilegge che invece vorranno la sua testa, il vicesceriffo dovrà fare in modo che questo non avvenga e, infine, il rinnegato dovrà rimanere nell’ombra, essere opportunista e riuscire ad esser l’ultimo personaggio in gioco.
Al centro del tavolo abbiamo due tipi di segnalini : le pallottole e le frecce; le prime indicano la nostra salute (punti ferita) e le seconde verranno pescate ogni qualvolta, lanciando i dadi, otterremo una freccia.
Anche stavolta, come nell’originale, è importante notare la disposizione al tavolo – riuscire infatti a ferire un avversario dipenderà anche dalla distanza in termini di numero di giocatori presenti al tavolo.
Il sistema di dice rolling è del tutto analogo a quello trovato ad esempio in King of Tokyo dove,  lanciati i dadi, possiamo scegliere quali risultati “bloccare” per poi tirarli nuovamente (fino a due volte); il risultato finale dopo i tre lanci indica cosa il nostro personaggio dovrà fare.
I risultati possibili (in egual numero probabilistico) sono : bang a distanza 1, bang a distanza 2, birra, dinamite, gatling e freccia; il bang rappresenta un colpo sparato alla relativa distanza dove andremo quindi a rimuovere al nostro bersaglio X pallottole pari ai bang inferti.
La birra consente altresì di far recuperare una pallottola a un giocatore qualsiasi; il gatling, se ne totalizziamo 3, fa un bang a tutti e ci fa scartare tutte le frecce (cosa molto buona).
Abbiamo poi la freccia che, come detto precedentemente, ci costringe (subito) a pescare una freccia dai segnalini e, infine, abbiamo la dinamite che è l’unico dado che non ci è consentito ritirare – se ne totalizziamo 3, scoppia e perdiamo una pallottola.
A cosa servono le frecce? Una volta esauriti i segnalini, arrivano gli indiani che rimuoveranno una pallottola ad ogni giocatore pari al numero di frecce in suo possesso : in altre parole le frecce sono male – molto male.
Tutto qua – niente di più niente di meno.
E’ un gioco semplicissimo, velocissimo, divertente e, come l’originale, per tutti – anche i meno appassionati: trovo infatti che Bang! sia un ottimo gioco per introdurre nuovi giocatori al mondo ludico e questo suo seguito non fa eccezione.
COMPONENTI
Non c’è ovviamente molto da dire a riguardo – l’artwork è piacevole (non mi fa impazzire a esser sincero), i dadi sono di qualità standard e i materiali (scatola, carte e segnalini) ottimi e resistenti.
Come nel gioco originale, anche questo ha regolamento e carte in doppia lingua, italiano e inglese.
La scatola è invece una versione leggermente oversize della classica scatola per giochi di carte.
COSA MI ERO DISEGNATO
Quando lessi dell’uscita di questo titolo mi sono subito immaginato come lo avrei fatto se lo avessi creato io; spesso ci immaginiamo scene impossibili perchè non sappiamo se il nostro pensiero può coincidere con la realtà – dove magari ci disegniamo un’idea e, fatti alla mano, ci rendiamo conto che in realtà è una fantasia impossibile (per meccaniche o altro). Sapere che invece il gioco era in cantiere già elimina quel dubbio dell’impossibilità e allora la fantasia vola e ognuno cerca di immaginarsi come potrebbe mai essere un gioco con 5 dadi nel mondo di Bang e voglio raccontarvelo.
Premetto che le seguenti righe, ahimè, richiedono che in parte il lettore abbia giocato al Bang originale.
Mi ero disegnato un gioco sicuramente più tascabile (in stile Zombie Dice) dove la combinazione dei dadi ci dava i relativi risultati : con 2 bang ad esempio si potevano chiamare gli indiani, con due birre potevamo attivare il saloon, con 3 dinamiti si attivava la dinamite e il primo giocatore a totalizzarne altri 3, se lo vedeva esplodere (con un’ingente perdita di pallottole e non solo una). Avrei anche implementato più risultati possibili così da rendere alcuni risultati più o meno rari con più combinazioni possibili tanto i giocatori, scheda riepilogativa alla mano non avrebbero avuto problemi.
Non avrei implementato le frecce (che ammetto sono carine) ma avrei usato una scheda del giocatore componibile prendendo spunto dagli stand di Mansions of Madness – una mini plancia con due spazi vuoti per mettere dei talloncini con il ruolo da una parte e il personaggio dall’altra.
Per indicare i punti ferita sarebbe stato elegante una rotellina segna punti (stile Blood Bowl team manager); infine sul retro avrei messo la scheda riepilogativa che tanto è comune a qualsiasi giocatore.
Forse sarebbe salito il prezzo – può darsi – e allora mettiamoci 6 dadi anziché 5.
Si, potrei anche fare una house rule e implementare metà delle cose descritte, ma va bene così.
CONCLUSIONE
Fantasie a parte, Bang! The dice game è un gioco molto piacevole che sicuramente rappresenta bene il mondo di  Bang! ed il suo stile di gioco a identità segrete. Resta un gioco “esilarante” (attenzione a giocare con i rosiconi…) e il prezzo si colloca decisamente in una fascia giusta, sotto ai venti euro (Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it). Con un prezzo del genere questo è un titolo che ricade nella categoria “devo fare un regalo di compleanno senza spendere troppo e non so cosa fare” – assolutamente una ciliegina !
Sulla scalabilità direi che si gioca maluccio in 3 giocatori, perché si perde il bello del gioco a bluff mentre si gioca bene, a mio avviso, dai 5 giocatori in su – avessi 8 persone al tavolo ammetto che Bang! base difficilmente sarebbe una prima scelta da proporre a un tavolo ma se il tempo scarseggia e lo spirito è giusto questo può andare …
La rigiocabilità la fanno i giocatori – non è un gioco che scade facilmente e con infinite combinazioni di ruoli / personaggi diversi, il divertimento è assicurato per ere glaciali.
Sicuramente avrete capito dal mio voler scrivere tanto e, soprattutto, fuori binario, che Bang! è un gioco a cui sono molto legato e forse le mie diverse aspettative mi hanno fatto alzare l’asticella troppo – tornato però sul pianeta terra e tralasciando i miei voli pindarici, sicuramente non posso che parlar bene di questo titolo.
Vi ho già detto quanto costa e che l’ho comprato al volo appena era disponibile?


[Fabio: ho provato anche io il gioco in diverse partite ed aggiungo due breve impressioni a quelle, già ampie, di Maxell. In sintesi il titolo mantiene l’ambientazione propria del suo ispiratore (Bang!), velocizzando, di molto, le dinamiche, grazie al tiro dei dadi, che può arrivare ad arrecare grossi danni anche in un solo turno (così come a far recuperare diversi punti vita). Il pregio della velocità delle partite è quello di non lasciare fuori in attesa per troppo tempo chi sia prematuramente ucciso: con la maggiore rapidità inoltre il gioco dei bluff diventa ancora più importante (fa un poco da ‘diga’ prima dell’inizio delle sparatorie) per cui il gioco, come accennava Maxell, gira decisamente meglio dai 5 giocatori in su. Nel complesso considererei Bang! The Dice Game come una bella variante sul tema Bang!, adatta a chi apprezzi l’idea di una modalità di gioco fruibile anche in meno di venti minuti: chi invece ama immergersi in partite più lunghe, magari giocando con mazzi arricchiti da diverse espansioni, potrebbe trovarlo un pochetto mancante di sale per i suoi gusti, ma non per questo se lo farà mancare sullo scaffale ;)].  

Le immagini sono tratte da dal manuale o dal sito della/e casa/e produttrice/i (dVGiochi) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —
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