scritto da Bernapapà
Ecco un’altra opera del funambolico Angelo Porazzi, inventore del fortunato WarAngel, nonché fondatore di Area Autoproduzione (qui li sito), e promoter, appunto di giovani e meno giovani autori che vogliono che
vogliono partecipare con un loro gioco nelle 50 e oltre fiere
che ospitano questa idea in tutta Italia. Sto parlando di questo Party Game: Love Pigs (Porcellini, come recita il sottotitolo), gioco di carte lanciato nel 2007, creato per far caciara e divertirsi in un gruppo di almeno tre persone, ma quasi senza limite superiore di numero (si deve avere solo lo spazio fisico per dare una manata ad una carta!). Gioco di velocità visiva, ma soprattutto di capacità di interpretazione (e quindi anche di rappresentazione) per riuscire a individuare per primi la carta rappresentata dal mazziere. Semplice, immediato, divertente! Ecco una brevissima recensione.
Materiali e regole
Il gioco consiste esclusivamente di un mazzo di 55 carte, tutte diverse una dall’altra, che rappresentano, con bellissimi disegni realizzati dall’autore stesso, uno o due porcellini, addobbati nelle maniere più strane: da pacifista, da Batman, da fantasma, ma che anche rappresentano mestieri o situazioni (guardare la tv, fare pic nic, fare sport, laurearsi): abbiamo poi le coppie di porcellini che interagiscono tra di loro (si danno le mani, si baciano, si voltano le spalle ecc…). Ogni carta ha anche un buffo nome che la descrive: qualche esempio? BATIPIG, PIGNIC, RASTAPIG, PIGROBOT, ecc.. Insomma un sacco di nomignoli divertenti associati ad altrettanto divertenti disegni fumettosi. La qualità delle carte è adeguata allo scopo, dato che non è necessario mescolarle frequentemente.
Ma veniamo alle regole. Tre parole: indovina la carta, ossia il mazziere mette sul banco una decina di carte scoperte: poi, utilizzando il mezzo di rappresentazione che più gli aggrada, ne rappresenta una: il primo che, indovinando, da una manata sulla carta giusta, si prende la carta; chi dovesse sbagliare carta, è costretto a restituirne una di quelle precedentemente guadagnate. Chi ha indovinato diventa il mazziere, aggiunge una carta al banco e così via… fino all’esaurimento del mazzo. Chi ha guadagnato il maggior numero di carte è il vincitore!
Le impressioni
Devo dire che giocato con lo stesso Angelo, il gioco è veramente divertente (forse perché Angelo dovrebbe far parte del gioco… ma non saprei come farlo stare dentro la scatolina delle carte!). Questo per dire anche che è un gioco da non fare con i musoni, o con chi non ha fantasia: in pratica il gioco è solo uno strumento, efficace, per fare venire fuori le attitudini estrose e fantasiose nascoste in ognuno di noi. E qui sta un po’ il limite del gioco (o anche, forse , della sua longevità): va giocato con le persone giuste (ma quale gioco non è così?). Bisogna sapersi prendere un po’ in giro e fare un po’ i pagliacci… un gioco da caciara, insomma. Se volete un family da giocare seriosamente, allora rivolgetevi altrove: qui bisogna mettere da parte il self-control e la paura di far brutte figure, liberare la fantasia e sapersi prendere un po’ in giro (o prendere un po’ in giro gli altri…). In questo senso è un gioco “per bambini”, ossia da fare giocare ai bambini o anche gli adulti che per un momento tirino fuori il bambino che è in loro…
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