Prime Impressioni: Las Vegas Party

scritto da Bernapapà


Non sapete come sfangare un pomeriggio domenicale piovoso con persone che, al solo parlare di giochi da tavolo, gli vene l’orticaria? Provate con questo: Las Vegas Party, party-game da 3 a 6 squadre (infiniti giocatori?), di Dominic Crapuchettes, edizione italiana del gioco Wits & Wagers, edito in italiano dalla dV Giochi. In meno di una mezz’oretta potrete convincere i vostri amici che vale ancora la pena aprire un gioco in scatola e diversi! Si tratta di un quiz game.. d’azzardo! Se avete in mente il Trivial, avete sbagliato completamente strada… le domande sono così assurde che nessuno saprà la risposta esatta… ma, trattandosi di risposte numeriche, si scoprirà che, talvolta, non se ne conosce nemmeno l’ordine di grandezza! E su questo punto si basa la fortuna di questo gioco, che negli USA sembra aver spopolato! L’ho provato e ve lo racconto!

I materiali e le dinamiche

Il materiale è formato da 125 carte per un totale di 250 domande, che hanno risposte solo numeriche. In dotazione troviamo poi 6 lavagnette colorate con altrettanti pennarelli cancellabili (tipo quelli delle lavagne da ufficio), 2 gettoni per ogni lavagnetta, ed una serie di fiches in plastica. E’ in dotazione anche una lavagnetta “Paga Doppia” che permette di giocare una “variante” del gioco. La qualità dei materiali è abbastanza standard (ben fatte le fiches): vedremo quanto durano i pennarelli.. ma quelli si possono ricomprare in cartoleria… unica pecca: le domande sono scritte con un font piuttosto piccolo, per cui è meglio giocare in un posto adeguatamente illuminato, e magari far leggere le domande a chi ci vede bene!
Le regole si raccontano in un baleno. Ci si divide in squadre (più ce n’è e meglio è) e qualcuno legge una domanda. Ogni squadra scrive segretamente la risposta: le lavagnette vengono poi svelate ed ordinate dal valore più piccolo al più grande (come si vede in figura). In seguito avviene la fase di puntata, dove ognuno distribuisce i suoi due gettoni sulle risposte: si può fare come si vuole: puntare entrambi i gettoni su una risposta (anche la propria) oppure differenziare puntando su due risposte diverse. Finite le puntate, si legge la risposta, ed il numero inferiore che gli si è avvicinato di più (ma senza oltrepassarlo!) è considerato il vincente: il proprietario della lavagnetta vincente e tutti coloro che hanno puntato su di essa, vengono pagati con una fiches. Se qualcuno ha dato la risposta esatta (e può dimostrare di non averla letta!) gli vengono date due fiches aggiuntive. Si effettuano 6 turni in questo modo e nel settimo è possibile mettere in gioco il denaro precedentemente vinto, puntandolo sulle risposte del settimo turno. Alla fine del settimo, chi ha più denaro ha vinto! Il gioco prevede anche due “varianti”: il primo consiste nel poter puntare le fiches anche prima del settimo turno; il secondo nel girare la tavoletta “Paga Doppia”: in quel turno i compensi saranno raddoppiati! Semplice no? Si molto  semplice: ma la domanda è: è davvero divertente?

Le considerazioni

Devo dire che a me non piacciono molto i quiz games (alla Trivial, per intendersi), eppure ho trovato questo gioco estremamente divertente! E la conferma l’ho avuta dall’assortito gruppo di persone con cui l’ho giocato, fra cui quasi nessun fan dei GdT: l’hanno voluto rigiocare subito, e saremmo anche andati oltre se non fosse stato per problemi di tempo! Cosa lo rende un bel gioco? I giocatori! Infatti le domande sono così astruse, che nessuno o quasi conosce la risposta, ma spesso nemmeno l’ordine di grandezza! Per cui lo scoppio di risa nel momento di girare le risposte è spesso inevitabile, con tanto di canzonature per chi ha dato una risposta molto fuori dal coro… e che magari poi si rivela la vincente!! Volete un esempio? Eccovi serviti: quanti giorni di pioggia ci sono a Milano in un anno? Beh… c’è gente che ritiene che a Milano piova due giorni su tre anche in piena estate (ricordate Totò con il colbacco?)… o chi pensa che si trovi ai bordi del Sahara! 
O magari ti viene chiesto a quanti gradi si deve cuocere un toast… e qualcuno presuppone di poter fare una fusione nucleare con il proprio tostapane!  In pratica. il gioco si basa proprio sul fatto che, al di la della cultura personale, si possono avere delle idee su cose che si conoscono poco, completamente strampalate! E la seconda parte del gioco, ossia la puntata, rivela meccanismi di “fiducia/sfiducia” nei confronti degli altri, soprattutto se si gioca con persone che si conoscono! Ma vatti a fidare del laureato che poi mi scazza alla grande il numero dei piedi di un millepiedi!!! Il secondo aspetto della puntata è legato al fatto che, solitamente, le puntate si raggruppano sui valori “medi” (ossia quelli che stanno in mezzo all’ordine): trattandosi di risposte a volte casuali, anche questo criterio non paga! 
Insomma, probabilmente uno psicologo, guardandoci giocare, potrebbe raccontarci un sacco di cose su come siamo fatti! Un altro meccanismo di grande interesse è la “puntata” del settimo turno: varrà la pena puntare il gruzzolo accumulato? Perché è successo che, con una domanda stramba al settimo turno, ha vinto proprio la risposta fuori dal coro, sulla quale nessuno aveva puntato: ed ecco che, sorprendentemente, ha vinto chi non aveva guadagnato nemmeno una fiches ai giri precedenti, ma ha azzeccato l’ultima dove tutti avevano puntato, e perso, il loro bel gruzzoletto!
Tirando le somme, se state cercando qualcosa di molto divertente da proporre veramente a tutti (magari non ai gamers del mercoledì sera!) credo che questa possa essere considerata una validissima proposta: parola di chi ha giocato con me che si è divertito molto non amando affatto i GdT!
Potete trovare il gioco su Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it al prezzo di 29,50.
— Le immagini sono tratte dal sito della casa editrice dV Giochi) alla quale appartengono tutti i diritti e la quale si ringrazia per aver messo a disposizione una copia del gioco per la sua recensione. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. –
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