[Punti di vista] Quante partite occorre fare ad un gioco per poter esprimere un giudizio.

scritto da polloviparo.

Con questo articolo ho deciso di
dare inizio ad una nuova rubrica: “articoli dal titolo più lungo dell’articolo
stesso”.

Battute a parte, c’è un pensiero
che da un po’ di tempo mi gira per la testa… recita più o meno così: “Ma uno,
per esprimere un’opinione su un gioco, quante partite deve fare?”

Mi è capitato di leggere più
volte all’interno di forum e anche in alcune critiche espresse all’interno del
nostro stesso blog, che una sola partita non è sufficiente per giudicare un
gioco.
Sono convinto che più partite
mettano sicuramente in evidenza difetti che in un primo momento potevano non
essere “balzati all’occhio”, sicuramente rigiocando un titolo si riuscirà ad
affinare la propria strategia di gioco, ma siamo così sicuri che la cosa possa
anche “ribaltare” totalmente le nostre capacità di giudizio.

Guardate, non faccio tanto
appello alla “professionalità” ed alla cultura ludica, quanto all’istinto.
Non ritengo che uno debba essere
un “ludologo” o avere un’esperienza ventennale per capire se un gioco lo ha
divertito o meno.
Sicuramente, chi gioca da più
anni e ha giocato ad un parco titoli più ampio, sarà in grado di realizzare
un’analisi più tecnica.
Ciò a mio avviso non rende meno
importanti i “pareri a caldo” di giocatori occasionali.

Prendiamo ad esempio l’ambito
cinematografico, voi quante volte guardate un film per capire se vi è piaciuto
o meno?
So che qualcuno starà già
pensando “Ma che razza (ho evitato di essere volgare so che il vostro pensiero
comprendeva un’altra parola) di paragoni fai, sono due mondi totalmente
diversi
…”
Sono d’accordo, ma non stiamo analizzando
l’oggetto di analisi, quanto piuttosto la metodologia di analisi stessa.
Ci sono persone che guardano più
e più volte lo stesso film per notare particolari che ad una prima visione erano
sfuggiti.
Spesso li senti dire: “La prima
volta che l’ho visto l’avevo interpretato così, ma poi rivedendolo ho pensato
che potesse essere cosà!
”.
Insomma sembra che rivedere lo
stesso film, possa dare ad alcune scene una chiave di lettura diversa.

E come in (quasi) tutti i settori
ci sono gli esperti del caso, che in questo caso si chiamano “critici”.

Effettivamente solitamente è più
facile che critichino, piuttosto che esprimano giudizi positivi, ma questo non
sposta il mio pensiero.
Ci sono stati film pluriosannati
dalla critica che a me proprio non sono piaciuti e viceversa.
Solitamente per farmi l’idea su
un film, ma potrei anche dire un libro, leggo l’opinione di chi l’ha visto (o
letto nel caso del libro) prima di me.
Leggo le opinioni delle persone
“comuni” che sono andate al cinema e non vado a cercare “critiche ufficiali”.
Nel mondo dei giochi le cose
vanno diversamente.

Quello che ci si sente dire è:
– Anzitutto non si può parlare di
“critici” ma si dovrebbe parlare di “elogiatori” perché al contrario di quelli
cinematografici è più facile “che sottolineino i pregi che non evidenzino i
difetti
” 😉
– Per poter aprire la bocca bisogna
aver giocato ad un sacco di titoli, altrimenti il proprio giudizio ha un valore
prossimo allo zero.
– Il gioco bisogna averlo giocato
almeno una decina di volte (ed in tutte le configurazioni possibili),
altrimenti il giudizio è superficiale.
– Per non parlare di quelli che si
reputano addirittura in grado di esprimere un giudizio dalla sola lettura del
regolamento!

E’ mia opinione che abbiamo perso
un po’ di vista gli obiettivi.
Spesso ci lanciamo in analisi
tecniche, guardiamo se un gioco mostra il fianco all’analisi da paralisi, se
soffre di downtime, come hanno risolto il problema del runaway leader, ma
spesso dimentichiamo di farci una domanda: “ma alla fine il gioco ci ha
divertito?
”, “ci ha lasciato la voglia di rigiocarlo”.
Per rispondere a queste semplici
domande per me una partita è più che sufficiente.
E nella fattispecie, se non mi è
piaciuto a tal punto da non avere nemmeno voglia di dargli una seconda possibilità,
perché non dovrei essere in grado di esprimere un giudizio senza riprovarlo?
In tutta onestà non mi è mai
successo che un gioco che non mi avesse entusiasmato alla prima partita, poi
fosse diventato uno dei miei giochi preferiti o viceversa.
Quindi torno a chiedermi, perché si
ritiene che un parere a caldo, in ambito ludico, abbia un così basso valore
?

Altra cosa che mi ha sempre
colpito è che se parlando di giochi esprimi pareri negativi, spesso (per non
dire sempre) sei attaccato da orde di appassionati (oggi bisogna chiamarli
fanboy”), editori, autori, che dicono che non capisci niente, che sei un
“saccente” e “presuntuoso”.
Se tessi lodi, va tutto bene.
Se vado a rileggere cose che ho
scritto, mi accorgo di avere all’attivo più recensioni positive che non
negative.
Questo perché, anche per mia
stessa ammissione, preferisco parlare di ciò che mi piace che non il contrario,
ma è anche vero che un’informazione completa dovrebbe contenere entrambi i lati
della medaglia.
Non so perché, ma istintivamente,
spesso anche in un’ottica di confronto, ho sempre mosso le critiche più aspre
sui forum, che non sul blog.
Magari, mi riprometto in futuro
di essere più cattivo 😉
Scusate ho divagato un po’ dall’incipit
iniziale del discorso, spingendo la discussioni su temi che probabilmente
meriterebbero approfondimenti dedicati.

A voler essere sinceri, poi
spesso, una componente capace di dare “note di colore” diverse ad un gioco in
termini di divertimento spesso e volentieri non è tanto il numero di partite giocate,
quanto il gruppo di gioco.
Difficilmente vi divertirete
proponendo un gioco pieno di alea ad un german gamer, perché lo sentirete
lamentarsi per tutto il tempo che tutto è pilotato dalla fortuna.
La stessa cosa si può dire se
pensate di proporre un german game ad un gruppo di giocatori che ama “nuotare
nei dadi” come i bimbi nelle “piscine di palline”.
Ecco questo può influire un po’
sull’esperienza di gioco, rendendola più 
o meno gradevole, ma non dovrebbe comunque modificare in modo
sostanziale le sensazioni che il gioco vi restituisce.
Insomma, per me una sola partita
è sufficiente per esprimere un parere piuttosto ponderato su un gioco.
Il tutto ovviamente se animato da
“buone intenzioni” e da onestà intellettuale, perché se poi ci si mette a sparare
a destra e a manca, senza pensare a quello che si scrive è un’altra storia…
Ma questo è più un problema di
persone che aprono la bocca solo per dare aria alla bocca, più che di giocatori
che esprimono opinioni sui giochi da tavolo.

Prima di chiudere vediamo di dare una risposta alla domanda che tutti si stanno facendo, ma chi è il soggetto delle foto?
Parto subito con il dire che non è un cosplayer.
E’ semplicemente un noto critico di giochi da tavolo, le cui foto non sono particolarmente conosciute per via della sua riservatezza.
D’altronde non è così facile trovare dei riferimenti su critici di giochi da tavolo ufficialmente riconosciuti.

Per il cinema è molto più facile esiste una pagina wikipedia che riporta un elenco dei critici italiani, come potete verificare voi stessi a questo indirizzo.
La stessa cosa si può dire per quelli d’arte, in elenco a questo indirizzo.

Quando ho provato a digitare “critici di giochi da tavolo” su Google lui mi ha risposto: “ma che ca..o dici? Cos’è che stai cercando?” Prova su Bing che io non so di cosa stai parlando…”

Ma io non mi sono dato per vinto e ho continuato a cercare, trovando le foto di questo inconfutabilmente critico di giochi da tavolo.
Mostra chiaramente tutti i caratteri distintivi del caso, faccia sveglia, espressione intelligente, rughe da paralisi di analisi…
Ora mi resta solo da trovare il nome per completezza d’informazione, quindi scusatemi, ma vado a cercarlo… 😉

Prima di salutarvi però, lasciatemi dire che in fondo in fondo noi giocatori
non abbiamo bisogno di critici, tanto siamo tutti un po’ esperti giusto?

E poi a cosa ci servirebbe un
critico quando per capire la validità di un titolo abbiamo mille strumenti
quali blog, forum, face book dove possiamo leggere chiarissimi commenti del
tipo:
“Il gioco è sbilanciato, alcune
carte sono inutili, altre troppo potenti, è totalmente pilotato dalla fortuna,
non c’è modo per arrestare il primo giocatore, è estremamente lungo è noioso
fino alla morte tanto che da sonnolenza, non è piaciuto a nessuno di quelli a
cui l’ho proposto, la componentistica è ridicola, la componente grafica
assente, sembra disegnato da un bambino di 3 anni (con tutto il rispetto per il
bambino) voto: 9… … … …
😮
E con questa vi saluto! Ah se ne avete voglia dite pure la vostra. 😉

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