Asterion Night a Forlì

scritto da polloviparo.

Se avete letto ultimamente dei
quotidiani  o avete seguito qualche
telegiornale, avrete sentito che si sta pensando di accorpare le Provincie.
Ad esempio le provincie di Forlì,
Cesena, Ravenna e Rimini si uniranno in un’unica provincia; virtualmente ieri
sera abbiamo avuto un assaggio di questa unione. Il Cappello della strega
(affiliata Tana dei goblin di Forlì e Cesena) e le Tane dei goblin di Ravenna e
Rimini si sono unite per ospitare “l’Asterion Night” L’evento si è svolto nella
sala del circolo “Bar Caossi” a Forlì, a partire da circa le 21:00 di ieri sera.
Direi che si può parlare di un vero
successo, in quanto era presente talmente tanta gente che ad un certo punto sembrava di
essere ad una “mini con” 😉
Buona parte di questo successo successo, a parte
l’organizzazione, è proprio da attribuire alla presenza dei ragazzi del team
Asterion!
Quindi prima di passare a qualche
commento sui giochi provati, vorrei spendere due parole proprio sulla realtà
Asterion e lo faccio ringraziando personalmente Max e Luca per la grande
disponibilità.
Si sono subito seduti ai tavoli,
hanno aperto gli scatoloni, tirato fuori i giochi ed hanno iniziato a spiegare
i titoli proposti, prendendo parte anche alle partite.
Bene se a molti tutto questo
potrà apparire normale e probabilmente nel loro interesse, non è al contempo
scontato, specie nella realtà italiana!
Siamo abituati a vedere case
editrici, che con estrema aria di supponenza, quasi snobbano i giocatori, rifuggono
dai forum, cancellano account perché il confronto a volte si fa difficile.
I forum sono delle brutte bestie,
si sa. La gente non ci mette la faccia, si nasconde dietro un nick e i toni
finiscono con l’esacerbarsi (io stesso ammetto che ogni tanto qualche scintilla
ci scappa 😉 ). Però sono convinto che il rifiuto al dialogo, la morte della
comunicazione, sia una bestia ancor peggiore.
Questo Asterion l’ha ben capito e
oltre ad essere attivissima sui forum e sempre pronta a rispondere alle domande
dei giocatori, ha mostrato una certa attenzione al cliente.
Chiunque abbia riscontrato
difetti di produzione in un titolo, sono convinto che con una semplice e-mail
abbia avuto la sostituzione delle parti difettose in tempi piuttosto brevi.
Sempre normale direte voi… sì certo dovrebbe esserlo, ma ancora una volta
purtroppo non è così.
Parlo per esperienza personale,
avendo dovuto attendere mesi per la sostituzione di parti, che non permettevano
nemmeno di giocare il titolo acquistato. Per non parlare della difficoltà di
dialogo con alcune realtà, in cui non si degnano nemmeno di rispondere a e-mail
in cui chiedi informazioni commerciali sui loro prodotti ed in alcuni casi, se
ti rispondono, hai la sensazione che non capiscano nemmeno di cosa stiano parlando (non voglio fare nomi, perché non mi piace “sparalare” e perché non
ritengo sia giusto in questo ambito).
Hai la sensazione che per loro
vendere mele piuttosto che plance con tasselli di cartone sarebbe la stessa
cosa. Ecco qui passa la differenza fra il considerare il gioco come semplice “prodotto
commerciale” ed il nutrire una passione per il gioco.
Passione che ieri sera ho letto
chiaramente nei ragazzi della Asterion assistendo alla loro spiegazione dei
giochi ed io penso che quando uno mette passione in quello che fa è subito
evidente e di solito si raccolgono anche i frutti.
D’altronde il loro catalogo parla
da solo. Sfogliandolo mi sono stupito di quanti giochi abbiano già pubblicato
per il Bel Paese e tutti (o quasi) titoli  di grande qualità.
Il quasi sta per Takenoko e
Tokaido che a me proprio non son piaciuti, non ne faccio segreto e ne ho
parlato tranquillamente anche con loro.
Capisco che possano avere il loro
appeal ed il loro target commerciale, ma da giocatore purtroppo, non riesco ad
apprezzarli.
Siccome le affermazioni vanno
anche argomentate, per non dilungarmi troppo, posso dire che Takenoko non mi
piace perché considero sbilanciati gli obbiettivi, non mi piace che alcuni
siano a vantaggio esclusivo del giocatore (il panda che mangia il bambù) ed
altri invece capaci di avvantaggiare anche altri (“tiles placament” e crescita
dei bambù).
Obiettivi che per altro essendo
segreti, non hai modo di prevedere. Per non parlare della possibilità di
pescare obiettivi già in parte o totalmente realizzati.
Sul dado che assegna in modo
casuale una mossa extra iniziale non mi esprimo nemmeno.
Su Tokaido, parlerò più avanti.
A parte Dixit, che non appartiene
al mio genere, mi sono reso conto che quasi tutti gli altri giochi sono giochi
che adoro (e possiedo).
Partendo dal recente Trajan
(vincitore a Lucca), passando per Cylcades, la riedizione di Evo, Seasons (di
cui qualcuno avrà letto la mia delirante recensione), Pochi acri di neve, la
riedizione di The Island, il bellissimo Vanuatu, Eclipse, Biblios, Innovation insomma come vedete l’elenco
è davvero lunghissimo.
Libertalia non me lo sono
dimenticato, non ritengo sia un brutto gioco, anzi è piacevole da giocare, ma
restano ancora alcune” ombre che devo risolvere” 😉
Ah quasi dimenticavo ci sarbbe anche Merchant&Marauders che non incontra propriamente i miei gusti.
Ieri sera è stato possibile
provare tutti i giochi sopra citati e non solo. Il tutto disponibile in più
copie (per dovere di cronaca, alcuni di proprietà delle associazioni o di
giocatori presenti alla serata). Tuttavia vi voglio raccontare un aneddoto. Ad
un certo punto un giocatore si avvicina al nostro tavolo al quale era presente
Luca della Asterion e gli chiede:
“Trajan ce l’avete?”
“Certo, guarda dentro gli
scatoloni”
“Già fatto ne ho trovato uno, ma
è incellophanato…”
“E allora che problema c’è,
aprilo!”
Queste rientrano sempre nelle
cose che fanno la differenza!
Ma torniamo ai giochi.
A parte quelli già presenti a
catalogo era possibile provare le novità.
Alcune per cui esistono già
accordi di pubblicazione come “Myrmes”, “Kemet”, ”Clash of cultures” e “River
dragons”
Altri in fase di valutazione. Questi ultimi sono stati una vera
sorpresa.
Aprendo gli scatoloni, mi è
capitato di trovare: “Spartacus the board game”, “Terra Mystica”, Keyflower e Yedo.
Avendo chiesto spiegazioni, vi
riporto cosa mi è stato detto (e cosa sono stato autorizzato a riportare).
Per i giochi sopra citati esiste
un’interesse di Asterion Press, ma non sono ancora in essere accordi di
esclusività o espresse volontà di pubblicazione.
“Spartacus”, sembra che sia stato
provato e si sia rivelato un gioco molto valido (cosa non normale per un titolo
su licenza) ma sembra che i diritti di pubblicazione, comporterebbero un prezzo
finale del prodotto troppo elevato, tanto che le possibilità di pubblicazione
sono piuttosto risicate.
Yedo e Keyflower erano in fase di
valutazione.
Terrà mystica, è in bilico causa
un prezzo finale non proprio accessibile e ritenendo che potrebbe “dar fastidio”
come linea di prodotto a “Clash of cultures” in quanto sempre giochi di
civilizzazione.
Su quest’ultima affermazione mi
sono permesso di dissentire, ritenendo che siano due giochi molto diversi,
seppur basandomi sulla sola lettura del regolamento e di quanto pubblicato sul
web.
Terra Mystica era uno dei titoli
sui quali puntavo questo Essen e ieri sera mi sarebbe piaciuto provare, ma
purtroppo non è stato possibile per motivi di tempo (leggasi chiusura del
locale che ci ospitava).
Tenete presente che pur di
provarlo “avevo imboscato” la scatola per evitare che la prendesse qualcun
altro, attirandomi anche l’ira funesta di qualche amico…
Comunque in molti hanno mostrato
interesse per questo gioco, cosa che non ho evitato di far notare a Luca,
augurandomi che abbia recepito questi segnali ad incentivo di un eventuale
pubblicazione.
Ovviamente la cosa è subordinata
inevitabilmente anche a dinamiche commerciali, sulle quali non posso entrare in
merito.
Tornando agli altri giochi, posso
dire che tutti quelli che hanno provato Myrmes sono rimasti piacevolmente
colpiti ed hanno manifestato la volontà di acquistarlo.
Io ho provato personalmente Kemet
e che dire… gran gioco.
Essendomi piaciuto moltissimo
Cyclades ero un po’ combattuto fra le perplessità di un titolo che cercasse di sfruttare
il successo del predecessore, finendo con l’assomigliargli eccessivamente.
Dopo averlo giocato queste
perplessità sono state totalmente spazzate via.
Diciamo subito che rispetto a
Cyclades è molto più votato al conflitto.
Mentre Cyclades è più indirizzato
al giocare in difesa, si cerca di far punti e ci si “arrocca” per difendere le
proprie isole, in Kemet i punti si fanno, al contrario “attaccando e vincendo
gli scontri”.
Il movimento nella mappa è molto
più dinamico essendo previste delle possibilità di “teletrasportare i propri
eserciti”.
Gli scontri sono risolti
elegantemente con delle carte, uguali per tutti i giocatori. Ognuno ne ha a
disposizione sei, una viene scartata ed una viene giocata. Queste contengono
diverse combinazioni fra danni inflitti, forza d’attacco e colpi parati.
Ulteriori modificatori sono
introdotti dall’utilizzo di carte aggiuntive, che introducono al contempo un
pizzico di aleatorietà (non fastidiosa) agli scontri.
Un po’ come il dado in Cyclades,
tanto per intenderci (rimane un’evidente volontà che gli scontri non risultino
mero confronto matematico).
Abbiamo poi le piramidi da
difendere e di accrescere di livello per guadagnare punti provvisori e poter
acquistare tessere potenziamento più evolute.
Queste tessere sono un po’ il
fulcro del gioco, rappresentando i 
progressi tecnologici della propria civiltà e conferendo bonus capaci di
agevolare la propria vittoria.
Alcune di queste permettono anche
di prendere il controllo delle potentissime creature rappresentate dalle
bellissime miniature che potete ammirare nelle foto.
A livello di componentistica
sempre le foto parlano da sole. Le tessere così come le miniature sono
bellissime. La mappa sufficientemente ampia da gestire correttamente le truppe
ed i loro spostamenti.
I punti abbiamo detto si fanno
vincendo le battaglie o con l’upgrade delle piramidi, ma è possibile ottenerne
anche controllando i templi presenti sulla plancia.
Diciamo subito che esistono due
tipi di punti quelli permanenti e quelli provvisori (che possono venir meno al
verificarsi di alcune situazioni).
Chi raggiunge un numero
prefissato di punti (nel nostro caso 8) vince la partita.
Le azioni, a differenza di
Cyclades, non vengono opzionate mediante asta, ma su una plancetta individuale
a disposizione di ogni giocatore.
A tal punto notavo ieri sera che
sempre più giochi utilizzano, oltre alla plancia principali, questa sorta di
plance secondarie, si vedano appunto Kemet, Myrmes e Terra Mystica per rimanere
nell’ambito di giochi presenti ieri sera.
Insomma da dire ci sarebbe ancora
molto, ma mi fermo qui, anche perché altrimenti diventerebbe una recensione… 😉
Come ho detto ero partito un po’
prevenuto aspettandomi un gioco per diversi versi molto simile a Cyclades,
invece ho trovato un gioco profondamente differente, capace di ritagliarsi il
proprio spazio.
Ad esempio uno dei partecipanti
al tavolo che salutiamo (ciao Arte! 😉 ) non apprezzava Cyclades, ma è rimasto
favorevolmente colpito da Kemet.
La cosa personalmente mi ha
colpito, perché seppur diversi nel modo di giocare, li ho trovati vicini per
tipologia di gioco.
Rimangono infatti i conflitti, il
raggiungimento di un determinato punteggio per la vittoria e ciò che esso
comporta (chi ha detto “bash the leader”? 😉 )
Ci sarebbe anche un progetto di pubblicazione di un titolo su cui Luca non ha voluto rivelarmi nulla. Ho cercato di corromperlo in tutti i modi possibili, ma è stato inamovibile. Non ha parlato nemmeno sotto tortura, si è limitato ad un semplice “sarà una sorpresa…” fortunatamente non sono una persona curiosa… ( adesso ne parlo con kadaj e lui farà il resto… 😉 )
Avevo promesso di parlare anche
di Tokaido, cercherò di essere breve, anche perché mi sono dliungato veramente
parecchio.
Tokaido è nulla di più di quello
che mi aspettavo, un gioco semplice adatto come filler o per giocatori
occasionali, con il pregio di una grafica ricercata.
Non faccio segreto che se Coimbra
è il mio illustratore preferito Xavier Gueniffey Durin (Naiade) occupa sicuramente il secondo scalino
del podio.
Comunque, come ormai noto, si
tratta di fare un percorso obbligato, potendo saltare alla tappa desiderata,
precludendosi le tappe eventualmente bypassate o occupate dagli altri giocatori.
Il tutto in un’ottica di
collezionare oggetti, panorami o qualsiasi cosa capace di dare punti.
Chi è più indietro è sempre il
giocatore di turno potendo fare più mosse consecutivamente, avete presente Glen
More?
Così  a pelle i poteri speciali dei personaggi
distribuiti a inizio partita mi hanno dato l’impressione di essere un po’
sbilanciati. Come se non bastasse le scelte mi sono sembrate sempre
piuttosto ovvie. Si cerca di non correre troppo avanti e quindi spesso e
volentieri si prende la prima posizione libera disponibile (salvo rare
eccezioni).
Ho avuto anche impressione che ci
fossero location capaci di assegnare più punti di altre.
Prendetelo come un giudizio
piuttosto frettoloso come frettolosa è stata la partita, chiusa con il gestore
che stava portando via i tavoli…
Penso di essermi allungato a
sufficienza, resta il ricordo di una splendida serata, passata in compagnia di
amici a giocare.
L’unico rammarico è che sia
finita troppo presto NON SONO RIUSCITO A PROVARE TERRA MYSTICAAA!!!!
I miei migliori auguri ad
Asterion per l’ottimo lavoro che sta svolgendo e per la posizione di tutto rilievo
che ha saputo ritagliarsi nell’editoria ludica italiana, specie in questo
periodo di difficoltà economica.
Augurandomi che in futuro ci
siano altre occasioni di gioco come questa, ringrazio anche tutti gli
organizzatori della serata!

Aggiornamento del 12.11.2012

Uno dei ragazzi del Cappello della strega (affiliata TdG Forlì-cesena), ha realizzato un simpatico video della serata e l’ha pubblicato su youtube.
Colgo l’occasione per inserirlo nel report perchè merita davvero, grande BirdFederico!

Ed ora una bella carrellata di immagini:
Kemet:

















 Terra Mystica:


 Tokaido:


 Seasons:

Evo:


 Clash of cultures:


Spartacus:


Myrmes:


The island:


Libertalia:


Biblios:


– Tutte le immagini sono state scattate direttamente all’evento – 


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