Scritto da Fabio (Pinco11)
Sono passati oramai cinque mesi dalla fiera di Essen ed uno da quella di Norimberga e si è così praticamente conclusa la stagione di uscita dei giochi da tavolo, ossia la fase dell’anno nella quale escono sul mercato la maggior parte dei titoli. Fine ottobre rappresenta infatti il punto focale della stagione, con almeno i tre quarti dei titoli che si concentrano in quel periodo ma, quest’anno più che in altre occasioni, ho avuto la sensazione che ci sia stata una certa prudenza nelle tirature, tanto che tuttora riviste, cartacee ed online, continuano a parlare di prodotti presentati ad Essen in chiave di anteprima, vista la difficoltà che si ha spesso a reperirne copie.
In ogni caso i tempi, prima che esca la nuova ‘collezione autunno inverno 2012’, sono maturi per un personalissimo ‘bilancio’ della vecchia ‘collezione’, ossia di ciò che il mercato ci ha riservato quest’anno.
Primattori? no grazie !
Prima di tutto mi ripeto nell’ovvio, ossia che è mancata quest’anno LA stella di vendite, ovvero il best seller che aveva animato il mercato in altre annate. I vari Dominion, Agricola, 7 Wonders hanno infatti caratterizzato l’intera stagione della loro uscita, stravendendo in tutti i paesi ed hanno in qualche modo contribuito a dare la sensazione di un mercato in salute, ma quest’anno il vero ‘dominatore’ è mancato e la cosa si è percepita con chiarezza sin dal primo giorno della fiera di Essen, nel quale le frotte di visitatori iniziavano a cercare di capire quale fosse il gioco che non si poteva non avere in valigia prima di andarsene! Il primo effetto di ciò è stato quello, per molti, di impostare un ragionamento diretto nel quale, partendo dalla premessa ‘non c’è il bestseller‘ si è arrivati alla conseguenza ‘quest’anno il livello è più basso’.
Personalmente sono in totale disaccordo con questo concetto, visto che, tra le altre cose, nessuno dei campioni vendite prima citati è mai entrato nel novero dei miei giochi preferiti e ciò non mi ha impedito, soprattutto in questi ultimi anni, di addentrarmi con piacere nei meandri del mondo dei boardgames. La realtà, a mio avviso, è quella che, finchè continueranno ad essere proposte centinaia di novità, come sta accadendo adesso, il ventaglio di scelte sarà talmente ampio da poter soddisfare qualsiasi palato, senza doversi ‘accontentare’ di cose che ‘piacciono ai più’, potendo invece ognuno cercare specificamente quello che ‘più MI piace’!
Per chi era alla ricerca, però, del classico ‘dominatore’ o meglio, dell’acquisto ‘sicuro’, la delusione è stata percepibile, perchè di fatto nessuno è emerso con convinzione. Possibili candidati al ruolo erano almeno tre, ossia il Kingdom Builder di Vaccarino (mister Dominion), Tournay e Trayan (di Feld), ma nessuno di loro è riuscito a conquistarsi un posto sicuro nel cuore delle masse.
Il primo, del quale tuttora alcuni continuano a cantarmi le teoriche lodi (ma che a me non ha impressionato per niente, sembrandomi decisamente freddino ed un pò demodè, con il suo tabellone esagonato anni ’80) ha fallito primariamente forse non demeriti propri, ma piuttosto perchè i fan dell’autore cercavano qualcosa di più ‘simile’ a Dominion e non qualcosa di completamente diverso come è il titolo della Queen Games. Esso rimane però per certi aspetti ancora in lizza per premi come lo Spiel des Jahres e potrebbe, in caso di successo (che può benissimo aggiudicarsi, vista la scarsa concorrenza nella categoria dei titoli ‘pigliatutto’), rilanciarsi clamorosamente.
Quanto a Tournay l’effetto di vendite ottenuto ad Essen è stato ottimo, ma qui, al contrario di Kingdom Builder, ha giocato molto la palese affinità tra di esso ed il suo predecessore dello scorso anno, ossia Troyes, il quale aveva molto incuriosito. A conti fatti però la produzione francofona non ha sfondato nei cuori degli appassionati visto che, per quanto moltissimi siano tornati dalle terre di Germania con lo scatolotto di Tournay nello zaino, di gente che ne parla con toni elegiaci ne sento poca ed il voto medio che ottiene su BGG, per quanto ben oltre il 7, non lo porta vicino ai veri ‘intramontabili’.
Personalmente ancora resto tiepido verso un titolo che ha attratto il nostro gruppo per relativamente poche partite, prima di essere messo da parte, risentendo anche di una grafica che non è risultata per noi troppo attraente.
Quanto a Trajan invece il semplice motivo che gli ha impedito di sfondare verso il grande pubblico sta nella sua oggettiva complessità ed astrattezza, che lo rendono un imperdibile per i fan di Feld, ma che ne tradiscono nel contempo la natura di ‘esercizio di stile’ dell’autore, del tutto inavvicinabile per chi non abbia pazienza per applicarsi ai meccanismi, talora oscuri, che legano le mosse dei giochi del geniale (ma non sempre comprensibilissimo ai più) autore tedesco.
Non è così difficile trovare le proprie perle ..
Eh, si, non serve andare ora in mezzo al mare per cercare i titoli che possono meglio aderire alle nostre astratte richieste di giocatori e credo che ci sia l’opportunità di trovare, senza troppa fatica, esattamente quello che ognuno cerca e sotto questo aspetto direi che ‘si è stata una grande annata!’.
Allora, parto dal mio preferito, ossia Mage Knight: a me piacciono i titoli fantasy di una certa complessità e sono stato accontentato senza dubbio, con un prodotto che posso senza dubbio considerare come un classico ‘giocone’ che è già entrato nel ristretto noveri dei titoli che terrò da parte (ho problemi di spazio, putroppo ..).
Non mi fermo però qui e segnalo che i fan dei 4x hanno trovato un distillato del loro desiderio con Eclipse, gioco di esplorazione spaziale con tempi ‘umani’, così come i nostalgici di Rosenberg hanno il loro Ora et Labora (in procinto, per quelli di casa nostra, di uscire in edizione italiana), gli Wallace amanti hanno avuto A few Acres of Snow (a sua volta pronto per l’edizione italiana) ed i Feld – dipendenti, dopo Burgen von Burgund si possono beare di Trajan.
Chi prediliga i giochi di miniature direi che con Gears of War e Legend of Drizzt un poco di soddisfazione possono anche averla avuta, per quanto forse i fasti del recente Descent (o meglio delle sue recenti espansioni) sono troppo vividi per essere dimenticati.
Se non pretendiamo troppa originalità abbiamo poi, sempre datati 2011, il Gioco di carte del Signore degli anelli, Thunderstone Dragonspire e tre belle edizioni rinnovate di Glory to Rome, Un Trono di Spade e Summoner Wars, senza dimenticare poi la special edition di Puerto Rico.
Se andiamo a vedere, insomma, non è che, numericamente e come offerta, quest’anno si sia avvertita una ‘recessione’ creativa, anzi il contrario: nella classifica di BGG dei primi cento titoli (per quanto essa risulti molto volatile e più che altro indicativa) ne abbiamo infatti una decina tanto del 2010, quanto del 2011, a riprova di come non vi sia sostanziale differenza nella qualità creativa media delle due annate.
Bisogna solo saper cercare!
Accanto ai titoli che ho già citato mi sento poi di non voler dimenticare altri giochilli che, pur non altrettanto pubblicizzati, sono arrivati senza timore sul mio tavolo e ne ho percepito la bellezza: per alcuni poi la valutazione espressa è stata quella di non essere la mia classica cup of tea, ma questo non mi ha impedito di capire perchè essi possano benissimo figurare tra i preferiti di altri accaniti giocatori. Menzioni di merito vanno quindi a due Hans im Gluck come Pantheon ed Hawaii (per famiglie, ma non troppo!), al più che apprezzato Last Will, a Dungeon Petz (non mi ha elettrizzato, ma altri li ho visto entusiasti!). Quanto ai giochi di gruppo poi chi lo scorso anno è stato attratto da Resistance ha trovato pane per i suoi denti con Alcatraz, che sembra essersi imposto nella guerra interna con Stalag 17 e Panic Station.
Per restare poi nel nostro piccolo orto, perchè non ricordare la bellezza grafica di 011, oppure la garanzia di ‘alternatività’ di Dungeon Fighter, o ancora la classicità di un Upon a Salty Ocean, ma qui l’elenco potrebbe essere lungo, a dimostrazione della competitività anche dei produttori di casa nostra (Ristorante Italia, Sake e Samurai, Lupin III, Bang espanso, Ventura, …).
2011: buona annata!
Chiudo quindi dicendo che a mio modestissimo parere il 2011 si è rivelato come un’ottima annata dal punto di vista produttivo. Numerosi sono infatti i titoli degni di nota e meritevoli, settore per settore, di entrare stabilmente nella ludoteca degli appassionati ed un certo ricambio si è avvertito, non essendoci stata solo una mera riproposizione di meccaniche già viste. L’evoluzione è stata stavolta verso il mondo del gioco di carte, con un altro passetto di allontanamento compiuto dal ‘gestionale’ che fino ad un paio di anni fa aveva rappresentato l’ombelico degli eurogames.
Quanto alla qualità media della componentistica direi che siamo sempre in crescita: sono d’accordo sulla perfettibilità di ogni cosa, ma credo che alla riduzione di volumi di stampa (più case = maggiore polverizzazione delle vendite = minori tirature) non sia stata connessa alcuna diminuzione della qualità media, anzi, direi piuttosto che oramai (da tempo) non è più possibile distinguere in assoluto (poi andando nei dettagli più di qualcosina resta ..) i prodotti di una ‘grande casa’ da quelli degli editori ‘minori’.
C’è ora un nuovissimo filone produttivo, ossia Kickstarter e soci e si vedrà quest’anno che impatto esso avrà sul nostro piccolo mondo dei boardgames. Come al solito ci sono sia gli entusiasti che le sirene di sventura .. 😉
Bene, fin qui sono arrivato: siete d’accordo con la mia analisi o no? Che ne pensate di questo raccolto? Avete trovato delle ‘perle’ che non colpevolmente citato? .. oppure dareste volentieri ‘ai porci’ alcune delle pseudoperle di cui ho parlato? 😉
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