scritto da Fabio (Pinco11)
Stefan Feld, oramai è chiaro, è al momento assurto al ruolo di game designer del momento, entrando nella ristretta cerchia degli autori che ad ogni uscita calamitano automaticamente le attenzioni e gli acquisti di più o meno ampie schiere di fedeli seguaci. La consacrazione per l’autore tedesco è tale che anche la giuria dello Spiel des Jahre è giunta quest’anno ad inserire nella lista dei ‘consigliati’ ben due suoi titoli, ossia Luna e Burgen von Burgund, i quali tutto si possono definire fuorchè ‘roba semplice’.
Quest’anno, dopo, appunto Burgen von Burgund e Strasbourg, arriverà ad Essen anche Trajan, edito dalla sinora sconosciuta ai più Ammonit Spiele, titolo per 2-4 giocatori con durata media preventivata di 90 minuti a partita e con componenti indipendenti dalla lingua (ossia senza scritte), salvo il manuale (che trovate in inglese).
L’ambientazione (molto teorica) è quella della roma del II secolo avanti Cristo, sotto la guida dell’imperatore Traiano, al quale è dedicato il gioco ed i partecipanti sono chiamati a competere tra loro, soddisfando le richieste della folla, del princeps , del senato e le esigenze di difesa dell’impero, guadagnando così i favori del dominatore della città eterna. Quanto alle dinamiche siamo nel campo del gestionale ‘pesante’, con meccaniche di raccolta set e di gestione azioni.
I materiali
La scatola è letteralmente piena, come sta accadendo nelle più recenti produzioni feldiane, di segnalini di cartone, i quali terranno amabilmente impegnati i giocatori nel setup iniziale: sul tabellone (il quale raffigura, di fatto, un gran numero di caselle quadrate sulle quali distribuire il materiale di gioco, infatti trovano posto, nell’ordine, le tessere senato (in totale 12: sono dei bonus), le tessere forum (ce ne sono solo 70: servono per soddisfare le richieste della popolazione), le tessere costruzione (una ventina: servono a fare punti …), le tessere trajan (54: rappresentano un pò il ‘motore’ del gioco e servono per una serie di scopi), le tessere domanda (15: servono per stabilire le richieste della plebe), nonchè varie altre tesserine sparse (24 markers +2, 4 tessere ‘anno’, 3 tessere ‘nave’. In totale quindi abbiamo un paio di centinaia di cittini (ossia il mio modo di chiamare le tesserine piccole di cartone), nonchè oltre una settantina di trippoli di varia foggia da distribuire equamente tra i giocatori (ognuno riceve 15 ometti base, 4 teorici capi militari, 2 dischi e un ‘arco di Traiano’ ed un set di dischetti ottagonali in sei colori). Completano il tutto una busta di tela, 4 schede del giocatore ed un mazzo da 60 carte merce.
Come si gioca ?
Vi rispondo che se volete davvero saperlo dovrete leggervi le regole (linkate nell’introduzione), perchè spiegare qui nei dettagli il tutto è davvero fuori luogo pensare di poterlo fare e mai come stavolta mi limito a parlarvi delle principali dinamiche, giusto per far capire di che si tratta.
Il primo discorso lo dedico, doverosamente, al meccanismo centrale del gioco, il quale rappresenta la principale novità proposta da questo titolo, nella migliore tradizione Feld. Come potete vedere ogni giocatore riceve ad inizio partita una scheda, la quale raffigura, sul lato destro, sei teoriche ciotoline, all’interno delle quali devono essere distribuiti casualmente i 12 dischetti in 6 colori che ognuno riceve ad inizio partita. L’idea è che in ogni turno si debba scegliere una dele ciotole, prelevare da essa i dischetti che contiene e metterli uno per ogni ciotola che segue (in senso orario), finchè se ne hanno disponibili. L’ultima ciotola nella quale si colloca un dischetto colorate è quella di riferimento per quel giocatore in quel turno: il giocatore in questione potrà così eseguire il tipo di azione raffigurato dal simbolo su quella ciotola e potrà anche reclamare la tessera trajan che sia posizionata a fianco della ciotola se all’interno della ciotolina stessa vi sono dischetti dei colori indicati dalla tessera trajan. Ok, ok, ok, non ci avete capito niente … vi capisco, ma ricordatevi che vi avevo detto che se volete davvero capire il gioco dovete leggervi più volte il manuale … Vi assicuro però che l’idea è davvero affascinante, una volta inteso il concetto alla base della stessa.
Il problema è poi che nel compiere le varie azioni, che in se sarebbero anche poche, perchè sono solo sei, pari al numero delle ciotole, vi ‘scontrerete’ con la presenza delle centinia di tokens (tesserine / cittini) descritti prima. In sintesi l’azione militare fa operare nella sezione alta del tabellone, prelevando tessere forum, l’azione Trajan permette di prelevare e mettere sulla propria scheda nuove tessere trajan, al senato si ottengono punti vittoria, nell’azione costruzione di prelevano le omonime tessere e si guadagnano punti vittoria , al foro si prelevano tessere forum ed al porto si pescano e consegnano carte merce, ottenendo … punti vittoria. Alla fine di ogni stagione (4 per anno, per quattro anni, per un totale di 16 fasi di gioco) si deve far fronte alle richieste della popolazione (e qui compaiono i punti negativi, tipici di Feld) e si verifica il bilanciamento dei poteri nel senato, con attribuzione di tessere bonus. A fine partita ha poi luogo il maxi conteggio finale, in un festival di attribuzione di punti per ogni categoria pensabile di tesserine possedute.Divertente ?
La cosa che sta diventando per me sempre meno divertente, sicuramente, è dover descrivere (ma ne sono contento ed onorato, lo preciso per i fedeli lettori) anche per sommi capi i regolamenti dei giochi di Feld che presento, perchè stanno diventando, con il passare del tempo, sempre più complessi e davvero impegnativi da sintetizzare.
L’autore, assurto al ruolo di designer – vate di successo, oramai si può permettere il lusso di ignorare, almeno per alcune sue produzioni come questa, elementi di ‘contorno’ come l’ambientazione od il fatto che il gioco possa presentarsi come user friendly. Trajan sicuramente prescinde completamente dal tema di fondo (del resto come spiegare il perchè una accurata gestione dei dischetti colorati nelle ciotoline possa far guadagnare cibo o punti vittoria ?) prescelto e propone una componentistica che richiede impegno non solo per comprendere il significato di ogni pezzo, ma anche semplicemente di piazzarlo sul tabellone ad inizio partita !
Passando alle meccaniche di gioco le sensazioni che mi trasmette Trajan sono letteralmente di amore – odio: amore perchè capisco che Feld ora come ora è per certi aspetti uno degli autori più innovativi, visto che le dinamiche che troviamo nei suoi titoli sono qualcosa di spesso mai visto prima, odio perchè capisco anche che il distacco dalla realtà di un ‘gioco a tema’ sta diventando totale e stiamo entrando nel campo dei giochi astratti. Nel contempo siamo davanti anche qui, ne sono convinto ‘alla cieca’, di fronte ad un titolo che ha sicuramente una forte base matematica ed una quasi totale assenza di alea, con tonnellate di conti che possono essere svolti ad ogni turno per capire cosa possa essere più conveniente fare. Ho qualche dubbietto sul fatto che qui sia ripetuta la possibilità di pianificazione al livello di un Luna, perchè l’uscita randomica delle tessere Trajan può influenzare la cosa (abbinata al meccanismo simil – mandala delle ciotoline), cosa che può accadere anche nella pesca delle carte merce, ma l’enorme quantità di tessere, le quali hanno un sia un valore immediato che uno a fine partita, rende enorme la quantità di calcoli da fare.
Sono combattuto, lo ripeto. Non so onestamente se acquistare questo gioco appena lo vedrò oppure se lasciarlo lì. Non so onestamente se anche stavolta mia moglie lo apprezzerà, dopo che con mia grande sorpresa aveva apprezzato anche Burgen von Burgund, che pure presentava a sua volta decine e decine di tessere nel contesto di una componentistica che definerei da prototipo, tanto era spartana.
La realtà è che i giochi di Feld stanno sempre più entrando nella categoria delle cose che o le ami o le odi, che le compri se hai davvero voglia di giocarci e di metterti lì a leggere le regole ed a giocarli ancora per tante partite finchè non capisci davvero come si vince. La realtà è che stì titoli sono davvero impegnativi e dedicati solo ai core gamers e solo a quelli tra di essi che gradiscono la sfida matematica a più strati e che ignorano la necessità di avere ‘fronzoli’ come la grafica od un tema di fondo.
Io ammetto che per giocare Luna , che pure in confronto a questo è un capolavoro di sintesi (e risulta alla fine più difficile da padroneggiare e metabolizzare nei dettagli che ‘lungo’ o complesso nelle regole base), ci ho messo dei mesi ed ho fatto una fatica enorme ad ‘entrarci dentro’, tanto che non ho proposto di quel gioco nessuna anteprima, proprio perchè la lettura delle regole, pur a uno abituato a leggerne a centinaia, non mi consentì di capire, senza vedere il gioco, come poteva in concreto girare. Questo problema ammetto di non averlo avuto con Trajan, per cui questo può voler dire che si capisce meglio, ma azzarderei che il fatto di aver provato quasi ogni Feld uscito mi ha aiutato …
In definitiva segnalo Trajan come un acquisto obbligato se avete amato Burgen von Burgund e Luna, perchè vuol dire che amate Feld e siete un pò come l’amante di cruciverba che apriva solo la pagina del ‘Bartezzaghi’ della Settimana enigmistica (tradizionalmente era il più difficile di ogni numero) perchè il resto delle parole crociate ‘erano troppo semplici e non davano un senso di sfida’. Se vi siete fermati prima dei due titoli citati lasciate invece perdere ed è un consiglio da amico, perchè ad ogni passo di Feld in questa direzione (ricordo che non produce solo titoli hard core, ma anche roba più ‘leggera’ come Speicherstadt o Strasbourg) ci si addentra sempre più nel campo del ‘concettuale’, che richiede dedizione, applicazione e passione per questo genere. Altrimenti preparatevi ad attendere a lungo prima di trovare qualche partner di gioco che capisca di che si tratta e acconsenta, in cambio di preziose contropartite, a sedersi al tavolo con voi a giocare a Trajan.
Lo comprerò o no alla fine, che dite ? .. prometto di farvi sapere (se vi interessa) al rientro da Essen se sarò riuscito a resistere o meno all’impulso di portarlo a casa !! Vi sollecito, se possibile, un feedback su questa recensione perchè ammetto che, tra il mio amore – odio, ho la sensazione di star perdendo un pò, con Feld, il senso delle proporzioni .. 😉
Nel frattempo il gioco è poi uscito ed è ora Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.
— Le immagini sono tratte dal manuale del gioco, da BoardGameGeek (postate da Eric Martin, Bernd Dietrich) o dal sito della casa produttrice (Ammonit Spiele) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —
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