Bruno Cathala (Sobek, Mr Jack in New York, Senj…) e Sergio Laget (Cargo Noir, Mystery Express…) sono una coppia di autori già rodati ed attivi da tempo, per cui le loro uscite difficlmente rivelano cattive sorprese in senso assoluto: nella logica del gioco adatto a tutti e facile da spiegare si colloca anche Mundus Novus (per 2-6 giocatori, durata media a partita un’ora, indipendente dalla lingua), gioco di carte edito da Asmodee e preannunziato per l’uscita a questa Essen (dove ho visto alcune scatole – di piccolo formato – in vendita).
I partecipanti qui sono chiamati a ricoprire il ruolo di avventurieri i quali, al timone delle proprie navi, cercano di prosperare nel commercio delle numerose nuove materie prime, tesori e spezie rinvenuti nel nuovo continente americano nel XV secolo.
Le meccaniche sono quelle della raccolta di set di carte, mescolate con minimi elementi di gestionalità e con grande interazione tra i giocatori.
I componenti
Il secondo mazzo è invece costituito da 44 carte ‘sviluppo’, le quali, destinate ad essere acquistate nel corso del gioco, attribuiscono ai proprietari specifici vantaggi, guadagni o capacità particolari.
Completano i materiali di gioco una manciata di segnalini ‘dobloni’ in vario taglio, 6 segnalini ‘evento’ ed uno del ‘capo del commercio’.
Immediate risultano le dinamiche di gioco, tanto da risultare comprensibili nell’arco di un solo turno di gioco. Ad inizio partita si procede a scoprire cinque carte ‘sviluppo’, ordinandole una a fianco all’altra vicino al mazzo coperto , nonchè tre carte risorsa che vanno a formare il ‘mercato’ ed un giocatore assume il ruolo provvisorio di ‘capo del commercio’.A quel punto la partita si svolgerà a turni, che si articolano ciascuno in più fasi. La prima prevede semplicemente che sia identificato l’evento speciale che si potrà verificare in quel turno (non nel primo): esso non farà altro che incidere su una regola di gioco (es. tutti pescheranno in quel turno una carta in più).
La seconda fase prevede che ad ogni giocatore siano distribuite 5 carte, con la possibilità di averne altre in bonus in virtù del possesso di carte sviluppo ‘caravella’ che si siano acquistate o di altri effetti.
La terza fase è invece la più vivace, ossia quella del commercio: al suo interno il capo del commercio’ (ogni turno il ruolo passa a chi avrà in questa fase offerto in cambio merci più pregiate degli altri) stabilisce se in quel turno si scambieranno 2, 3 o 4 carte ed ognuno dovrà prelevare dalla propria mano il numero di carte indicato. Tutti le scopriranno insieme ed il capo del commercio potrà prendere in mano (o scambiarla con una sul mercato, prendendo in mano quest’ultima) una delle carte messe sul tavolo dagli altri. Il giocatore dal quale è stata prelevata la carta farà lo stesso, aprendosi così un ‘giro’ di pescate fino ad esaurimento delle carte da scambiare.Si noti che al termine del turno TUTTE LE CARTE IN MANO VENGONO SCARTATE (a meno che non si possiedano ‘magazzini’), per cui è necessario massimizzare il risultato ogni volta !
La partita termina quando un giocatore raggiunge almeno 75 dobloni o quando un giocatore riesce a scambiare un set da 10 carte diverse.
Impressioni
Quanto alla aderenza con il tema di fondo direi che essa è garantita soprattutto dalla grafica, visto che difficilmente il mercato reale premia la ‘varietà’ di merci offerta in un’unica spedizione o la raccolta di una certa quantità di prodotto (perlomeno non nella misura ‘esponenziale’ di cui alla tabella).
Passando alle dinamiche di gioco direi che siamo davanti ad un titolo intelligente e sbarazzino e si capisce subito di essere di fronte ad un prodotto ideato da game designer esperti. La meccanica della raccolta di set di carte (tutte uguali o tutte diverse) è un qualcosa di certo non innovativo di per sè, ma il tutto è stato realizzato inserendo i giusti correttivi per rendere l’esperienza di gioco dinamica ed interattiva.
Il secondo aspetto è infatti garantito dalla fase di mercato che si svolge in ogni turno, la quale darà sicuramente il via a vivaci scambi di ‘opinioni’ tra i partecipanti, mentre il primo è costituito dalla presenza delle numerose ‘carte sviluppo’, le quali pongono i partecipanti di fronte al dilemma tra l’investire le proprie carte per migliorare le proprie potenzialità per il futuro del match o privilegiare invece il classico ‘uovo oggi’. Il fatto che però ad ogni giro si azzerino le carte disponibili e che ci sia una forte aleatorietà nell’ordine di scelta nel mercato (dipende da quanto interessano agli altri le carte che avete proposto) rende poco plausibile che si possano elaborare strategie troppo a lungo termine, per cui i giocatori più accaniti potrebbero lamentarsi per l’eccessiva semplicità del gioco.Quanto agli occasionali invece il titolo dovrebbe risultare rapidamente simpatico, in quanto comprensibile nel giro di due minuti d’orologio ed anche sotto il profilo della portabilità direi che siamo messi bene, perchè non è richiesto, nel complesso, di avere un grosso tavolo a disposizione, visto che restano esposte relativamente poche carte per volta.
In definitiva Mundus Novus si propone come gioco di carte adatto ad un pubblico ampio, semplice il giusto ed arricchito da meccaniche tali da insaporire lo svolgimento delle partite. Appare possibile sviluppare alcune tattiche di gioco, ma non troppo adatto per riflessioni più profonde, per cui sembra poter rientrare con tranquillità nella categoria del ‘filler’.
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