Scritto da Fabio (Pinco11)
Ogni anno, nel tam tam di internet, nel quale si confondono le mille voci legate alle nuove uscite che saranno presentate o confermate alla fiera più conosciuta del settore dei giochi da tavolo, ossia lo Spiel, che si terrà quest’anno dal 20 al 23 otobre ad Essen, sono letteralmente centinaia i titoli che sgomitano tra loro per trovare quei cinque minuti di celebrità che potrebbero garantire loro adeguate vendite, prima in fiera e poi, grazie alla grancassa pubblicitaria che la manifestazione rappresenta, nell’anno successivo. Ogni casa sceglie quindi quale strategia seguire nel lasciar trapelare informazioni circa le proprie imminenti uscite: ci sono alcuni che puntano sull’onda lunga e partono già a luglio a parlare di ciò che presenteranno, mentre altri arrivano all’ultimissimo minuto (a volte solo per la non sicurezza di farcela a ricevere in tempo le copie di produzione ordinate …), ma ciò che succede quasi sempre è che di volta in volta la massa dei lettori più accaniti si indirizza su singoli titoli, parlandone diffusamente e creando così quell’hype (ossia attesa) che rappresenta più classico presupposto del successo.
Il primo è sicuramente Kingdom Builders, titolo che gode di tutto il credito e l’aspettativa che derivano dall’essere ideato da quel Donald Vaccarino che ha spopolato un paio d’anni fa con il suo Dominion: la casa editrice sarà la Queen Games, la quale si spera non ricada nei problemi produttivi dello scorso anno (che le fecero saltare praticamente tutte le uscite di Essen) e le meccaniche quelle del piazzamento tessere e costruzione di reti. L’idea di massima è quella che su di una mappa modulare i partecipanti si scontreranno nel cercare di ampliare i propri insediamenti di volta in volta, costruendo ogni turno sino a tre di essi su terreni (identificati da apposite carte) dello stesso tipo.
Sono previsti bonus per certi tipi di costruzioni di turno in turno ed altri di fine partita (es. per chi edifica vicino a castelli) e la rigiocabilità dovrebbe essere garantita dall’uso causale, di partita in partita di azioni speciali, obiettivi e sezioni di mappa disponibili. L’idea alla base di questo titolo, per le poche indiscrezioni che si hanno, dovrebbe risalire a prima del successo di Dominion, ma il nome dell’autore è stato sufficiente per calamitare, nel giro di un paio di giorni, tutte le attenzioni degli appassionati ! Si intuisce per altro, dalla lettura delle poche carte a tiro, la potenzialità di qualche ‘combo’, così come è nella logica creativa dell’autore.
Attenzione però per i non anglofoni, perchè, come vedete dalle immagini, le carte conterranno elementi in lingua !
Il secondo titolo che vi segnalo, che ritengo però possa ottenere un buon successo, ma dubito possa nel contempo emergere come IL successone dell’anno, è Tournay, del terzetto Dujardin, George, Orbain, illustrato dal noto Alexandre Roche ed edito dalla Pearl Games. Si tratta, in sintesi, di una evoluzione dei concetti (e grafica) già visti lo scorso anno con Troyes, gioco che ha riscosso un successo del tutto inatteso per il team creativo che era alla sua prima esperienza di autoproduzione (dopo aver ideato, per conto della White Goblin, Carson City).
Qui l’adagio ‘cavallo che vince non si cambia’ sembra essere stato seguito appieno, per cui da un lato abbiamo la stessa identica grafica di Troyes e dall’altro abbiamo un gioco di carte con diversi mazzi ed azioni da spendere ogni turno: la sensazione è di qualcosa di non tremendamente innovativo, ma nel contempo solido: vedremo anche qui cosa ci riserverà comunque la lettura delle regole…
Prepariamoci per il resto a vedere se uscirà qualche big dell’ultim’ora o se quest’anno, come già accaduto tempo fa, vi sarà spazio per l’emergere di qualche vero underdog (l’ultimo che ricordo è stato l’italianissimo Vasco da Gama). Nel contempo verificheremo se queste mie prime piccole ‘predizioni’ ci avranno in qualche modo preso … 🙂
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