Le espansioni, croce e delizia di tutti i giocatori. Ho partecipato a diverse discussioni su forum dove si trattava questo “bollente” argomento, visto che, sebbene siano sempre esistite, oggi assistiamo ad un vero e proprio “proliferare” di queste “scatolette aggiuntive”, tanto che ho deciso di scrivere queste due righe, sempre nella speranza di coinvolgere proprio voi, i nostri lettori, nel dibattito.
Nell’ambito delle discussioni cui ho partecipato, mi è capitato di leggere le opinioni più disparate in merito: c’è chi ritiene le espansioni sempre un’aggiunta positiva al gioco base, chi le ritiene inutili, chi semplici manovre commerciali, chi uno strumento per mantenere contenuto il prezzo del gioco base, chi un mezzo dell’autore per correggere lacune del regolamento, chi un’aggiunta per aumentare la longevità del gioco base, ma chi avrà ragione alla fine?
Potremmo provare a isolare le varie tipologie di pensiero ed analizzarle singolarmente.
Sono sempre un aggiunta positiva – Questo è il punto di vista generalmente degli “irrimediabili” collezionisti. Quelli che acquisterebbero di tutto. Quelli che al solo annuncio di una nuova espansione pensano: “Oh no… ho un gioco incompleto, devo procurarmi assolutamente questa irrinunciabile espansione ! Senza di essa il gioco non ha più ragione di esistere !”
Sono inutili – Questo è il punto di vista di che pensa che un gioco debba essere completo alla sua data di uscita e nella sua versione “base”: qui si reputa i contenuti delle espansioni come inutili “fronzoli” che vanno a complicare inutilmente il gioco originale.
Sono semplici manovre commerciali – Di solito questo pensiero si genera quando si ha la sensazione che dal gioco base siano stati “furbescamente” rimossi dei contenuti, per una successiva pubblicazione in veste di espansione. O ancora quando vengono pubblicate espansioni di dubbio valore, che poco o nulla aggiungono al gioco originale.
Sono uno strumento per mantenere contenuto il prezzo del gioco base – Questo è generalmente il punto di vista degli editori. Ritengono che includere il contenuto delle espansioni all’interno del gioco base, influirebbe negativamente sul prezzo di quest’ultimo, facendo levitare troppo.
Sono un mezzo dell’autore per correggere alcune lacune del regolamento – E’ di quest’idea chi pensa che un gioco possa nel tempo mostrare il fianco a qualche “problemuccio” e che le espansioni siano un buono strumento per mettervi una pezza.
Sono un’aggiunta per aumentare la longevità del gioco base – Chi tende a stufarsi molto velocemente di un gioco, spera sempre di trovare nuova “linfa vitale” in un’espansione.
Ora è vero che ogni caso andrebbe valutato a se stante, però penso che si possa svolgere qualche considerazione di carattere generale.
Anzitutto non rientro nella categoria che reputa le espansioni sempre “una ventata d’aria fresca”, anzi a dirla tutta sono sempre molto dubbioso quando ne viene annunciata una ed il pensiero che un gioco debba essere completo alla sua pubblicazione un po’ mi appartiene.
Concordo sul fatto che esistano delle espansioni che correggono alcuni “bug” del gioco, ma questo è indice solitamente di scarso “playtest”: penso ad esempio all’espansione “A clash of kings” del gioco base “A game of throne”, che introducendo i porti, risolve un “mancanza” del gioco originale, ma potrei citare anche la “Mitology expansion” di “Mare nostrum” che “riscrive” il regolamento, e “corregge” delle carte per bilanciare il gioco base, altrimenti carente in questo senso.
Nella maggior parte dei casi, comunque penso che le espansioni siano delle mere manovre commerciali. Per carità, del tutto legittime, ma comunque tali e non voglio nemmeno parlare di quelle espansioni che si limitano a introdurre il supporto al quinto o al sesto giocatore… e non voglio nemmeno sentir dire che includendo qui pezzi nella scatola il gioco sarebbe costato troppo.
“Caos nel vecchio mondo” è a mio avviso un gioco bellissimo, forse uno dei migliori che ho recentemente acquistato ed è stata recentemente annunciata la prima espansione: “The Horned Rat” che introduce appunto la componentistica per il quinto giocatore e carte sostitutive.
Io “Caos nel vecchio mondo” (edizione italiana) l’ho pagato 59 euro, per cui non mi venite a dire che includere i pezzi dell’espansione avrebbe alzato troppo il prezzo perché potrei diventare particolarmente aggressivo. Proprio la questione prezzo poi ultimamente mi sta particolarmente a cuore: a parte un innalzamento generale del costo dei giochi da tavolo, trovo ci siano alcune espansioni che stiano rasentando i limiti dell’accettabile.
E’ da poco in commercio l’espansione di Shogun: “Tenno’s Court”, potete trovarla in alcuni negozi ad un prezzo di 39 euro, ma vi posso assicurare che una volta aperta la scatola vi sbellicate dalle risate per il contenuto (se non ne siete il possessore ovviamente) o, ancora, “Defenders of the Realm: The Dragon Expansion”: componentistica piuttosto limitata e prezzo pari a 49 euro.
Per non parlare dell’imminente espansione di 7 Wonders: “Leaders” un mazzo di 40 carte proposto ad un prezzo di 19,90 euro.
Pensare che fino a poco tempo fa’ con una cifra del genere, compravo un gioco completo di plancia, trippoli (mi sto abituando a chiamarli così anch’io) in legno, carte e quant’altro. Quindi ho sempre più la sensazione che quando viene pubblicato un gioco, venga “distrattamente” lasciata indietro qualche cosa, riservandosi poi, in caso di successo, di buttare fuori l’espansione.
Per carità come ho scritto del tutto legittimo, anche perché di fatto nessuno obbliga all’acquisto, la mia vuole essere semplicemente una disamina sul “politically correct”: poi ovviamente nemmeno io sono immune al fascino di alcune espansioni e anche se un po’ in lotta con la mia conoscenza mi ritrovo ad acquistarle, dispiace solo che il continuo aumento del prezzo costringa sempre di più a rinunciare a tutta una serie d’acquisti che proprio a causa di un costo proibitivo non vengono nemmeno presi in considerazione.
Sul discorso ‘aumento della longevità‘, comunque, non è a mio avviso un aspetto scontato. Ci sono giochi ovviamente che nascono per le espansioni (qualcuno ha detto “Dominion” ?), ma altri non ne hanno assolutamente bisogno, anzi io penso che più un gioco sia valido e meno necessiti di espansioni, in caso contrario evidentemente il titolo, di per se, soffre di una certa ripetitività.
Guardate un po’ i nostri nonni è da una vita che giocano a “briscola” e non hanno mai avuto bisogno di espansioni ! 😉 .. e, a proposito, un mazzo di carte da briscola, composto da 40 carte, costa all’incirca 3 euro: scusate lo so, a volte sono un po’ polemico, ma oggi è particolarmente caldo (il termometro segna 30 gradi) quindi cercate di portare un po’ di pazienza.
Alcune volte poi concordo anche sul fatto che le espansioni complichino eccessivamente giochi per loro natura più semplici.
Sembra comunque che ci siano espansioni imprescindibili dal gioco base. Se parlate con un qualsiasi appassionato di Twilight Imperium 3ed, vi dirà che non ha senso giocare al gioco senza l’espansione “Shattered empire”.
Aggiungete che è stata recentemente annunciata la nuova espansione “Shards of the Throne” e potete già immaginarvi un elevato numero di possibili acquirenti: non a caso la “Fantasy Flight games” è rinomata per aver improntato le proprie politiche commerciali sulle espansioni.
Queste non sono altro che mie riflessioni sull’argomento, o forse un semplice delirio causato dal caldo. Motivo per il quale forse è meglio che mi dedichi ad una bella bibita fresca e passi a voi la palla per sentire le vostre opinioni in merito.
Riagguanto al volo la palla per poche osservazioni conclusive sul ragionamento impostato da Polloviparo, che ritengo piuttosto completo, avendo messo in luce le principali tematiche emerse dalle discussioni tra appassionati sull’argomento.
Personalmente devo dire di aver maturato con il tempo una idea di massima contraria alle espansioni, pur potendo apprezzare alcune eccezioni a questa sorta di regola: per me direi quindi che in generale nutro una certa ostilità verso l’idea in sè degli add on, ma mantengo, per titoli di particolare attrattiva, una disponibilità di massima a valutare con attenzione cosa è proposto (fermo restando che ordino solo quando sono convinto!).
Questa posizione direi che per me è il frutto soprattutto dell’insensato acquisto che ho fatto di un pacchetto di espansioni di Carcassonne, non ricordo con precisione ma devo averne prese almeno cinque (senza contare quelle ‘mini’): ad un certo punto ho realizzato che le regole erano diventate, per un titolo che fa della semplicità e linearità il suo maggior pregio, un enorme guazzabuglio ed ho iniziato a darle via, tenendone giusto un paio. Lo stesso Chicago Express, uno dei miei titoli favoriti è uscito a sua volta con una mini espansione, venduta a suo tempo a prezzo quasi da gioco pieno e di sovente preferisco lasciarla nella scatola. Completo la mia storia personale accennando però doverosamente alla Road to Legend , espansione del noto Descent, la quale introduce una evoluzione notevolissima nelle dinamiche di gioco, permettendo di sperimentare, avendone il tempo, una campagna, con crescita delle statistiche dei propri personaggi, rappresentando a mio avviso ul non plus ultra del gioco da tavolo miscelato con gli elementi dell’RPG. Non a caso, seguendo il discorso di polloviparo, si tratta qui di un prodotto della FFG.
In definitiva quindi direi che mi schiero in linea di massima anche io dalla parte di polloviparo, ritenendo che i due terzi almento delle espansioni risponda a ragioni di ordine commerciale e sia quindi da considerare negativamente: sono però conscio del fatto che ne esistono anche di meritevoli, per cui il mio non è giudizio negativo totale e tranciante. Fenomeno a parte, che non considero affatto come incluso nel discorso fatto finora, è invece quello delle mini espansioni gratuite, da scaricare, che considero come delle ottime inizative, tese a mantenere fresco il gioco e delle quali, si, auspico lo sviluppo (come dimostra il fatto che di recente ne abbiamo ospitata qui una, ossia una carta extra per Jerusalem, ideata dal buon Michele Mura). Come dimenticare poi il lavoro di decine di appassionati, che si impegnano per dare vita a scenari, mappe o carte aggiuntive per un sacco di titoli, o addiritura ad incidere sulla loro grafica (vi ricordate cosa successe per Puerto Rico o Ticket to Ride ?): questo è secondo me il vero spirito delle espansioni e non certo il tenere da parte pezzi di gioco già elaborati sin dall’uscita, per proporli poi a ‘pezzi’ !
Bene, lascio ai lettori la parola, dandovi appuntamento al prossimo ‘articolo di fondo’.
I titoli citati nell’articolo, se avete difficoltà a trovarli, possono essere in genere reperiti sul negozio online Egyp.it.
— Le immagini sono tratte dai regolamenti o dal sito della casa produttrice da copie del gioco o, talvolta, da BGG. Tutti i diritti appartengono alle case produttrici dei giochi citati : le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di pubblicizzazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta —
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it








