Recensione – Firenze

Recensione di Firenze – scritta da Faustoxx

Dò il benvenuto con questa recensione anche all’amico Faustoxx, il quale ha manifestato la sua disponibilità per contribuire a sua volta al blog con la sua conoscenza dei giochi da tavolo. Genovese, è appassionato da anni e sempre alla ricerca dei titoli più ‘ostici’, ossia quelli per i quali le case non mettono a disposizione manuali multilingua e che magari contengono anche tra i materiali scritte in tedesco. Lui quindi si applica, come sta facendo per il titolo di oggi, e cerca, come molti altri volenterosi e gentilissimi appassionati, per tradurre quanto necessario, rendendo giocabili titoli altrimenti non fruibili ai non tedesco – parlanti (sulla Tana dei goblin trovate già la traduzione delle carte e a breve comparirà anche il manuale in italiano, sempre da lui tradotto) . E’ con piacere che lascio a lui la parola per presentarvi Firenze, titolo che è passato quasi inosservato nel nostro paese, proprio per la sua relativa dipendenza dalla lingua …
Tra le uscite presentate lo scorso Essen, una in particolare è passata sotto silenzio e si tratta di Firenze (per 2-4 giocatori, tempo stimato per partita 60 minuti) creatura di Andreas Steding (Hansa Teutonica) e pubblicata dalla Pegasus Spiele.
I motivi di questo silenzio sono vari, in particolare il fatto fosse pubblicato solo in Tedesco e  dipendente dal linguaggio. Una edizione in Inglese dovrebbe uscire entro l’anno pubblicata da ZMan Games ed è già stato pubblicato il regolamento Inglese e la traduzione delle carte. Questo mi ha permesso di conoscere meglio il gioco ed apprezzarne le qualità facendo di Firenze uno dei miei preferiti del momento.
Prima di addentrarmi nella recensione è doveroso spiegare il gioco in breve, omettendo alcuni passaggi per far apprezzare al lettore lo svolgimento del gioco.

Il gioco in breve 

Il gioco è ambientato nella Firenze medioevale, dove le famiglie patrizie per ostentare la propria ricchezza ed il proprio potere, commissionavano la costruzione di imponenti torri a base quadrata. I giocatori rappresentano impresari costruttori che cercano di accaparrarsi le committenze delle famiglie patrizie fiorentine per la costruzioni di queste torri (qui trovate il manuale in inglese).
La plancia di gioco mostra al centro sei torri di colori differenti e al di sotto di esse sei spazi contrassegnati da 0 a 5 dove verranno disposte le carte azione.  Si dispongono casualmente delle committenze bianche (a forma di pergamene sigillate) su alcuni piani delle torri a significare che quei piani non possono essere costruiti perchè in appalto ad un costruttore immaginario, si dispongono quattro loggiati (cioè piani dotati di balconi con una remunerazione speciale) pescati casualmente e disposti sulle relative torri. 
Vengono mischiate e scelte 6 carte dal mazzo e disposte negli spazi relativi. Vengono pescati dal sacchetto 4 mattoni e messi sopra ogni carta. Ogni giocatore riceve due mattoni bianchi (+1 mattone per ogni giocatore rispetto al precedente) ed una plancia giocatore,  un numero variabile di committenze del proprio colore ed il gioco può iniziare.

Durante il proprio turno il giocatore deve scegliere una carta tra le sei presenti sulla plancia e pagarne il costo relativo. Il giocatore riceve la carta ed i mattoni sopra di essa. Il pagamento viene effettuato mettendo un mattone preso dalla propria scorta sopra ogni carta a sinistra di quella prescelta, per cui se prendo la prima carta sulla plancia non pagherò nulla, se prendo la seconda metterò un mattone sopra la prima, se scelgo la terza carta verserò un mattone sopra la prima e la seconda carta e così via.
Le carte sono di vario tipo alcune positive ed altre negative. Ovviamente le negative non verranno scelte inizialmente, ma dopo alcuni turni le carte saranno così piene di mattoni che alla fine anch’esse verranno prese vista la quantità di mattoni offerta.Il mazzo di carte è formato da un mazzetto iniziale di 10 carte dal quale si pescano le prime sei, al quale si aggiunge il resto del mazzo.
Le carte hanno effetti positivi o negativi e sono di vario tipo, riconoscibili da una icona presente nelle carte:
Carte Evento: che devono essere giocate immediatamente e poi scartate.
Carte Edificio: che vengono giocate davanti a sé e generano il proprio effetto durante ogni turno
Carte Personaggio: che vengono tenute in mano e giocate a discrezione del giocatore e poi scartate.
Carte Chiesa: vengono prese e poste negli appositi spazi chiesa sul tabellone e rimangono lì fin quando le condizioni richieste non vengono soddisfatte.
Carte Celebrative: vengono prese in mano e tenute fino alla fine del gioco quando verranno conteggiate. Non possono essere scartate anche se si hanno più di 5 carte in mano. Solo la carta “Patrizio” permette di scartare una carta celebrativa.

Dopo questa azione obbligatoria, giocatore può iniziare ad erigere una o più torri tutte formate da mattoni dello stesso colore. Per costruire bisogna pagare un costo variabile da 0 a 10 mattoni, in funzione dei livelli costruiti. Attenzione: durante ogni turno le torri in costruzione devono progredire di almeno un mattone, altrimenti la torre/i vengono considerate abbandonate e parzialmente demolite.
Dopo la fase di costruzione il giocatore può giocare una o più torri per guadagnare una o più committenze, cioè, se un giocatore ha realizzato una torre con un certo numero di mattoni dello stesso colore e se, sulla plancia è libero lo spazio relativo sulla torre dello stesso colore si consegnano i mattoncini colorati e si mette una propria committenza sul livello corrispondente della torre dello stesso colore incassando i punti vittoria indicati (es. consegno 6 mattoncini bianchi e metto una mia pergamena al sesto piano della torre bianca incamerando 5 punti vittoria).  A questo punto si deve controllare che il giocatore non abbia più di 10 mattoni inutilizzati nel proprio magazzino e più di 5 carte azione in mano e il gioco passa al giocatore alla sua destra.
Quando un giocatore ha finito le proprie committenze (pergamene) egli riceve la tessera fine gioco (5 PV), gli altri giocatori effettuano ancora un turno e si passa al conteggio finale. Per ogni torre si determinano le maggioranze, cioè quale giocatore abbia realizzato più piani della torre ed assegnato il bonus relativo, si sommano i punti vittoria assegnati dalle carte ed il giocatore con più punti vittoria è proclamato vincitore.

Impressioni

Come dicevo in precedenza Firenze mi è piaciuto molto perchè ha un regolamento abbastanza lineare, ben scritto che non lascia spazio a dubbi interpretativi.
La grafica del gioco è curata da Michael Menzel (I Pilastri della Terra spiccano su tutti nelle sue produzioni) e per me è decisamente un plus per la mia valutazione. Tutti i componenti sono all’altezza della situazione e nota positiva le carte azioni sono formato Magic e non le mini euro che personalmente detesto.
Per quanto riguarda le meccaniche di gioco, ho apprezzato quella della scelta della carta azione con i mattoncini che vengono aggiunti sulle carte che nessuno vorrebbe scegliere. Inoltre dopo alcune partite si apprezzano le dinamiche e le combo che i vari tipi di carte possono offrire ai giocatori.

Le carte presentano consistente testo in lingua tedesca ..
Conoscendo il gioco, occorrerà effettuare una serie di micro decisioni fase per fase che rendono intrigante lo sviluppo della partita (es. prendo quella carta negativa ma con quei mattoni che mi servirebbero tanto per costruire le mie torri oppure aspetto il prossimo turno sperando che non la prenda un altro? oppure devo continuare a costruire e salire di livello per avere pù punti vittoria nel prossimo turno o gioco d’anticipo costruendo prima che un avversario si prenda la committenza?) 
L’interattività nel gioco è presente sia perchè tutti concorrono a costruire le torri e le committenze libere non sono moltissime; i mattoncini non sono distribuiti uniformemente per colore (da 25 mattoncini bianchi a solo 8 mattoncini porpora) per cui realizzare certe torri non è affatto facile, sia perchè le carte azione giocate possono mettere i bastoni tra le ruote agli avversari.
La durata del gioco è ragionevole 60-75 minuti e può essere spiegato facilmente ad un neofita anche se un giocatore smaliziato saprà apprezzare prima e meglio le possibilità delle carte azione.
L’alea è certamente presente nel gioco, sia nella pesca dei mattoncini, sia nell’ ordine di uscita delle carte, ma trovo che sia impossibile vincere a Firenze solo per fortuna, il ragionamento alla fine è sempre vincente.
Per gli amanti delle house rules, il gioco si presta facilmente a modifiche (es. nuove carte per dare un twist differente al gioco). 
L’unico aspetto negativo di Firenze è la sensazione di deja vu che è avvertita nettamente.
I mattoncini che vengono usati anche come moneta, ricorda l’uso delle carte in San Juan, l’ambientazione del gioco è per lo meno inflazionata, e il gioco nel suo complesso mi ricorda Finca (raccolgo frutta e poi la consegno ai villaggi per punti vittoria, con bonus di maggioranza quando gli ordini di un villaggio terminano) anche se le carte azione danno al gioco più profondità rispetto al primo.

In conclusione Firenze è un gioco di difficoltà media, ben confezionato con un ottima grafica ed un regolamento ben scritto. Le meccaniche e le regole sono ben amalgamate tra di loro, sicuramente molto più realistiche che in Asara, volendo rimanere nei giochi che riguardano la costruzioni di torri e affini. L’originalità non è certo il piatto forte di Firenze, ma riesce comunque ad emozionarmi e mi lascia comunque, la voglia di giocare un’altra partita. Spero che la futura versione inglese, possa portare il meritato successo che questo gioco merita. 

Il costo del gioco è sui 35 euro per l’edizione tedesca. La traduzione delle carte in Italiano è già presente sulla Tana dei Goblin, ho già completato un player aid in Italiano e appena possibile tradurrò anche il regolamento.
Termino questa mia recensione, ringraziando ancora una volta Fabio per l’opportunità concessa e per la sua disponibilità e voglia di fare informazione ludica ai gamers italiani.

— Le immagini sono tratte dal manuale del gioco,da BGG (postate da Antony Hemme, O’lava, Laszlo Molnar, Carsten Wesel) o dal sito della casa produttrice (Pegasus Spiele) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —
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