Retroboardgaming – History of the world

E’ un periodo di nuove acquisizioni per il blog, nel quale dò il benvenuto oggi a Chrys, di Torino, il quale entra a sua volta a far parte dei collaboratori del sito. Il suo esordio battezza a sua volta una nuova rubrica, ossia ‘retroboardgaming’ , destinata ad ospitare recensioni di titoli un pò più vecchiotti ma i quali, per un motivo o per l’altro, hanno lasciato il segno nel mondo dei giochi da tavolo.
Recensione di History of the World, per 3-6 giocatori, scritta da Chrys
RETRO-BOARDGAMING: History of the World
Con questo articolo apro una linea di recensioni dedicate ai giochi da tavolo che per un motivo o per l’altro hanno lasciato un segno nella storia del nostro hobby e che meriterebbero di essere conosciuti e giocati da chi magari si è avvicinato da poco ai giochi da tavolo. Per iniziare parleremo di un wargame strategico dalla meccanica ancora  oggi innovativa: History of the World .

Un po’ di storia

History of the world viene pubblicato per la prima volta dalla Ragnar Brothers nel 1991, in una edizione a bassa tiratura: nonostante il budget di produzione limitato fu comunque un successo (per gli amanti delle curiosità: il tabellone di questa prima edizione era stampato su un quadrato di stoffa).

Visto il successo e l’accoglienza da parte del pubblico il gioco venne rilevato e ripubblicato dopo  appena un paio di anni (1993) dalla Gibson Games e poi dalla Avalon Hill. Queste edizioni furono stampate a tirature decisamente più alte e con una qualità della componentistica decisamente superiore.. naturalmente questa vista oggi apparirebbe spartana contenendo oltre a tabellone, mazzo di carte e dadi solo ed unicamente qualche centinaio di token di cartone (truppe, navi, monumenti, città, ecc.) ma questo era la normale componentistica degli wargame dell’epoca, dei quali la Avalon Hill era leader indiscussa. Il successo fu notevole sia a livello di pubblico e vendite che a livello di critica, con l’assegnazione a questo gioco nel 1994 dell’Origin Award (un importante riconoscimento americano) come Best Pre-20th Century Boardgame of 1993.

Per veder sparire i token dobbiamo arrivare fino alla nuova edizione con restyling completo fatta sempre dalla Avalon Hill nel 2001, dopo essere stata assorbita dalla Hasbro. Ora il budget non manca ed infatti questa nuova edizione si presenta con un tabellone più grande e splendidamente disegnato, miniature in plastica in 6 colori con una forma diversa per ogni epoca (egizi, romani, spagnoli, goti, ecc.), degli splendidi fortini tridimensionali in cui erano inseribili capitali e città, monumenti a forma di archi di trionfo, oltre alle carte plastificate ed una manciata di altre cose.

Le meccaniche
A prima vista il gioco potrebbe sembrare un qualsiasi wargame alla Risiko o alla Axis & Allies, ma in realtà presenta  una meccanica completamente differente e molto più innovativa, che permette ad un massimo di 6 giocatori di sfidarsi nel corso di quasi 5000 anni di storia. Il gioco si sviluppa infatti nell’arco di 7 epoche, a partire dal 3000-1400 AC fino ad arrivare con l’ultima epoca al 1914 con la prima grande guerra.

Per ogni  epoca vi sono 7 grandi civiltà (occidentali ed orientali) ciascuna con una carta che ne indica il numero di truppe, la regione di partenza, i mari navigabili, la presenza o no di una grande capitale ed l’ordine dei comparizione nella storia. Il metodo di  assegnazione delle civiltà merita un piccolo discorso a sé. Il giocatore con meno punti vittoria pesca per primo una carta civiltà e sceglie se tenerla per sé o darla ad un altro giocatore (che è obbligato a tenerla), dopodichè il giocatore successivo in classifica fa lo stesso e così via finché tutti non hanno una carta (naturalmente se un giocatore riceve la carta da un altro può solamente scegliere a chi assegnare quella pescata). Questo rende il gioco bilanciato in quanto aiuta la rimonta di chi è indietro, svantaggiando il giocatore in testa che nella miglior ipotesi sceglierà da quello che rimane e spesso si troverà assegnata da qualcuno la civiltà più svantaggiosa in base alla situazione del momento. 
Una volta avuta la propria civiltà il gioco parte con quella che storicamente appare prima: il giocatore che la controlla piazza la capitale (se c’è), le navi nei mari controllati, una truppa nella regione di partenza ed inizia la sua espansione. Conquistare una regione libera è automatico, mentre conquistare una regione occupata richiede un lancio di dadi; il combattimento, a differenza di quanto avviene solitamente, è nettamente a favore dell’attaccante che se invade una regione occupata da un popolo di un epoca precedente tira di norma 2 dadi mentre il difensore 1, ed in caso di pareggio entrambe le truppe vengono eliminate (il che significa, visto che in ogni regione può esserci al massimo una truppa, che in caso di successiva invasione la conquista è automatica).
Una volta esaurite le truppe a disposizione il giocatore che  ha agito calcola i punti vittoria guadagnati che dipendono dal numero di territori controllati e dal continente in cui sono (il valore delle aree cambia con il passare delle epoche) e dal numero di capitali e monumenti controllati e poi il gioco passa nelle mani della civiltà successiva. Da questo momento le pedine del giocatore che ha finito il turno non saranno mai più toccate o spostate (divengono di fatto una civiltà passata in declino) e potranno solo essere conquistate.
Quindi nel corso della partita ogni giocatore effettua 7 turni, uno in ciascuna epoca, ed alla fine di ognuno guadagna punti in base a cosa controlla con i popoli del proprio colore (sia della civiltà attiva che di eventuali civiltà precedenti sopravvissute).
Oltre a queste, che sono le regole base, si aggiunga la possibilità di costruire una fortificazione rinunciando ad una truppa o creare monumenti (se si controllano abbastanza miniere) e la possibilità di giocare un massimo di 2 carte evento a turno (scelte da una mano data ad inizio partita che andrà quindi gestita). Per chi volesse approfondire il regolamento può leggere il manuale tradotto in italiano, disponibile sulla Tana dei Goblin.

Avere vent’anni e non sentirli

Non stupisce che questo gioco abbia avuto molto successo: l’idea del passare delle epoche è affascinante, il regolamento è semplice e bilanciato con una meccanica che non lascia mai nessuno troppo indietro ed un alea presente ma al punto giusto, facendo sì di non avere certezze a priori (come nella realtà) ma allo stesso tempo abbastanza contenuta da permettere strategie e pianificazione. Anche stesse strategie adottabili sono molte (cercare di ottenere civiltà in zone limitrofe per consolidare il controllo, o cercare di creare “isole” in più continenti, verso dove espandersi e come, aggirare o conquistare i territori occupati, scegliere la civiltà giusta, ecc.). Anche le carte sono bilanciate e non incidono più di tanto.
Infine la durata non è eccessiva, per un wargame di questo livello, e sapendo le regole si assesta intorno  ai 30-40 minuti x ogni partecipante (valore indicativo da modificare naturalmente in base al livello di esperienza ed alla predisposizione al blocco da analisi dei partecipanti).
Se sieta amanti dei wargame è un gioco da possedere, ma anche se non lo siete vi suggerisco comunque di provarlo in quanto l’approccio è differente e per esperienza fa facilmente breccia anche nei non amanti del genere. Non si può non notare infine che alcune delle idee di questo gioco (punti dal controllo dei territori, civiltà attive ed in declino, ecc.) sono state riprese con grande successo nei 20 anni successivi: pensiamo ad esempio allo strategico Vinci (1999) e al suo remake in chiave fantasy, il gioco campione di vendite Small World (2009).

— Le immagini sono tratte da copie del gioco, da BGG o dal sito della casa produttrice (ora Avalon Hill – Hasbro) alla quale  appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —

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[Recensione] History of the World
scritto da Chrys Quello di cui vi parlo oggi è un titolo storico nel panorama dei giochi di conquista,...

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